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Art. 517 Codice Penale

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Diritti d’autore film: quando scadono realmente?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata accusata di violazione dei diritti d'autore per la vendita di film su DVD. La Corte ha chiarito che i diritti d'autore su un film non scadono dopo i 50 anni previsti per il produttore (diritto connesso), ma è necessario attendere la scadenza dei diritti degli autori (sceneggiatore, regista, etc.), che durano 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore. L'imputata non ha fornito la prova della scadenza di questi diritti primari, rendendo legittimo il sequestro dei beni.
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Sospensione condizionale pena: annullata condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentata frode in commercio a carico di due imprenditori. Il motivo centrale riguarda l'errata applicazione della sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che tale beneficio, una volta concesso, non può essere limitato alla sola pena detentiva escludendo quella pecuniaria. Poiché il motivo di ricorso non era infondato, la Corte ha potuto rilevare l'intervenuta prescrizione del reato, annullando la sentenza senza rinvio.
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Sequestro ‘Made in Italy’: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro probatorio su rubinetteria e confezioni con dicitura 'made in Italy' di dubbia provenienza. Il ricorso dell'imprenditore è stato dichiarato inammissibile, stabilendo che la sola etichetta sulla confezione è sufficiente a integrare il sospetto di reato (fumus delicti) e a giustificare il mantenimento del vincolo per fini probatori e di futura confisca.
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Ricorso inammissibile: perché la genericità costa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi di appello erano generici e non supportati da argomentazioni specifiche. Il ricorrente, condannato per il reato di cui all'art. 517 c.p., aveva lamentato un vizio di motivazione sulla sanzione senza specificare le ragioni di diritto e di fatto. La Corte, applicando gli articoli 581 e 591 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Made in Italy: Sequestro per Falsa Origine Legittimo
Un'azienda di arredamento subisce il sequestro di mobili etichettati 'made in Italy' ma prodotti quasi interamente in Albania. La Cassazione respinge il ricorso, ritenendo sufficiente il sospetto di reato (fumus commissi delicti) di falsa origine e giudicando la lavorazione finale in Italia non abbastanza sostanziale da giustificare tale etichetta.
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Marchio contraffatto: quando un motivo è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una negoziante per commercio di prodotti con marchio contraffatto. La sentenza stabilisce che la riproduzione di un motivo figurativo distintivo, come un celebre tartan, costituisce reato anche in assenza del nome del brand o di altri loghi. La Corte ha ritenuto irrilevante che il falso fosse riconoscibile, poiché il reato protegge la fede pubblica e non solo il singolo acquirente, dichiarando inammissibile il ricorso.
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