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Art. 51 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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Altri anni per Art. 51 Codice di Procedura Penale

Permesso premio: Cassazione sui reati ostativi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto per un reato ostativo. La Corte ha stabilito che, a seguito della riforma dell'art. 4-bis, il giudice non può basare il diniego solo sul passato criminale, ma deve condurre una valutazione completa e bilanciata, considerando anche il percorso rieducativo e le relazioni positive degli operatori carcerari per superare la presunzione di pericolosità.
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Prescrizione reato aggravato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere con l'aggravante della finalità mafiosa. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo della prescrizione reato aggravato, la recidiva rileva anche se bilanciata con le attenuanti, e l'aggravante mafiosa impedisce il consolidamento di un termine massimo, rendendo di fatto il reato non soggetto a un termine massimo di prescrizione in presenza di atti interruttivi.
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Detenzione domiciliare collaboratore: quando si nega
Un collaboratore di giustizia si è visto negare la detenzione domiciliare. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che, nonostante la collaborazione, il soggetto non aveva ancora dimostrato un'affidabilità sufficiente. La sentenza ribadisce l'importanza del principio di 'progressione trattamentale', secondo cui benefici come i permessi premio sono un passo necessario per testare il ravvedimento del condannato prima di concedere la detenzione domiciliare al collaboratore di giustizia, misura basata sulla fiducia.
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