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Art. 50 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 50 Codice di Procedura Civile

Difetto di giurisdizione: chi sceglie il giudice non può opporsi
Un'impresa impugna la revoca di un contributo pubblico davanti al giudice amministrativo. Il tribunale respinge la domanda nel merito. La titolare presenta appello sostenendo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo che lei stessa aveva scelto. Il Consiglio di Stato dichiara inammissibile il motivo e la vertenza giunge in Cassazione. Le Sezioni Unite confermano che chi sceglie un giudice e perde la causa nel merito non può denunciarne il difetto di giurisdizione in appello. L'attore non risulta soccombente sulla questione di giurisdizione, poiché il giudice ha accolto la richiesta di esaminare la causa. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente alle spese processuali.
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Occupazione appropriativa: tra Comune e privati decide il TAR
I Proprietari di un terreno hanno chiesto il risarcimento dei danni al Comune per l'occupazione e l'irreversibile trasformazione del loro fondo senza un tempestivo decreto di esproprio. Sia il Giudice Amministrativo che il Giudice Ordinario hanno rifiutato la propria giurisdizione, creando un blocco processuale. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto questo conflitto negativo. I giudici hanno stabilito che, in caso di occupazione appropriativa, la presenza di una dichiarazione di pubblica utilità collega l'opera al potere pubblico. Di conseguenza, la giurisdizione spetta esclusivamente al Giudice Amministrativo. La Cassazione ha quindi sbloccato la causa, rimettendo la decisione al Tribunale Amministrativo Regionale.
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Conflitto di giurisdizione: il rimpallo infinito tra TAR e Tribunale
I Proprietari di un terreno hanno chiesto il risarcimento dei danni al Comune per l'occupazione e la trasformazione irreversibile del loro fondo senza un valido decreto di esproprio. La causa è rimbalzata per anni tra il Giudice Amministrativo (TAR) e il Giudice Ordinario (Tribunale), poiché entrambi hanno ripetutamente dichiarato il proprio difetto di giurisdizione. Di fronte a questo continuo rimpallo, i Proprietari si sono rivolti alla Corte di Cassazione denunciando un conflitto di giurisdizione negativo. Le Sezioni Unite, rilevando la complessità della questione legata al trasferimento della causa prima e dopo le riforme legislative del 2009, hanno emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, richiedendo una relazione di approfondimento all'Ufficio del Massimario per fare chiarezza sulle regole applicabili.
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Danno erariale dipendente pubblico: la giurisdizione
Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione ha chiarito importanti aspetti sulla giurisdizione in materia di danno erariale del dipendente pubblico. Il caso riguarda una dipendente comunale condannata dalla Corte dei Conti a restituire ingenti somme percepite per attività extra-lavorative non autorizzate. La Cassazione ha respinto il ricorso della dipendente, confermando che la competenza a giudicare su tale danno erariale spetta esclusivamente alla Corte dei Conti e che la sua azione è autonoma da eventuali procedimenti civili. Inoltre, ha stabilito che la presunta sproporzione della sanzione non può essere contestata in sede di legittimità per motivi di giurisdizione.
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