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art. 50 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

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Mandato Arresto Europeo: i limiti del giudice italiano
Un soggetto si opponeva alla consegna all'Austria in base a un mandato di arresto europeo, sollevando dubbi di costituzionalità sulla mancanza di valutazione della colpevolezza da parte del giudice italiano. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la procedura del mandato di arresto europeo si fonda sulla fiducia e sul mutuo riconoscimento tra Stati UE, limitando il controllo del giudice nazionale ai soli motivi previsti dalla legge.
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Mandato d’arresto europeo: quando l’Italia consegna
La Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino italiano alla Francia in base a un mandato d'arresto europeo per associazione a delinquere, truffa e contraffazione. Il ricorso, basato su presunta incertezza del mandato e pendenza di un procedimento in Italia, è stato respinto. La Corte ha chiarito che la valutazione dei gravi indizi non spetta più all'Italia e che la priorità è stata data al procedimento francese, più avanzato.
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Sanzioni Amministrative Finanziarie: la Cassazione
L'autorità nazionale di vigilanza sui mercati finanziari ha sanzionato alcuni ex amministratori di un istituto di credito per violazioni normative. Gli amministratori hanno impugnato la decisione, sollevando questioni procedurali e sulla natura delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato i principali motivi di ricorso, confermando che le sanzioni amministrative finanziarie in questione non hanno natura penale. Inoltre, ha chiarito che il termine per la contestazione decorre da quando l'autorità sanzionatoria acquisisce piena conoscenza dei fatti, anche se trasmessi da un'altra autorità di vigilanza, e non dal momento della prima scoperta.
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Mandato Arresto Europeo: il rifiuto non è automatico
La Corte di Cassazione ha chiarito che il rifiuto di consegna basato sul principio di territorialità, previsto per il Mandato d'arresto europeo, non è automatico. Anche se un reato è stato commesso in parte in Italia, la consegna può essere negata solo se esiste già un procedimento penale pendente nel nostro Paese per gli stessi fatti. In assenza di un'azione giudiziaria italiana già avviata, la cooperazione europea prevale sull'astratta competenza territoriale.
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Assoluzione penale: effetti sulle sanzioni tributarie
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4916/2025, ha chiarito la portata del nuovo art. 21-bis del D.Lgs. 74/2000. In un caso di accertamento fiscale per operazioni soggettivamente inesistenti, i contribuenti erano stati assolti in sede penale con la formula 'perché il fatto non sussiste'. La Corte ha stabilito che tale assoluzione penale ha efficacia di giudicato nel processo tributario, ma limitatamente alle sanzioni, che devono essere annullate. La pretesa sull'imposta, invece, resta soggetta all'autonoma valutazione del giudice tributario, che considererà la sentenza penale come un elemento di prova non vincolante.
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Concorso associazione mafiosa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza chiarisce il concorso tra associazione mafiosa e quella dedita al traffico di stupefacenti, affermando che i due reati possono coesistere se le organizzazioni sono strutturalmente autonome. Vengono inoltre convalidate le intercettazioni tramite captatore informatico e confermata la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per i reati di mafia.
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