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Art. 495 Codice di Procedura Civile

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Opposizione all’esecuzione: credito ridotto per acconto
Un debitore ha presentato opposizione all'esecuzione immobiliare poiché il creditore non aveva detratto un pagamento di 5.000,00 € dal debito totale. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, affermando che contestare l'importo del credito è un motivo valido per questa azione, e ha condannato il creditore al pagamento delle spese legali.
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Stato di insolvenza: quando la crisi è permanente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società edile contro la propria dichiarazione di fallimento. La società sosteneva una crisi temporanea dovuta alla pandemia, ma la Corte ha ritenuto che la mancata presentazione dei bilanci, l'assenza di dipendenti e l'esposizione debitoria complessiva dimostrassero uno stato di insolvenza strutturale e non transitorio. Il ricorso è stato respinto anche per motivi procedurali, non avendo indicato con precisione gli atti processuali a supporto delle proprie tesi.
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Prezzo ingiusto: quando la vendita all’asta è valida?
Un debitore, dopo aver saldato un debito residuo il giorno stesso dell'asta, si oppone alla vendita del suo immobile a un prezzo molto inferiore a quello di stima, definendolo un prezzo ingiusto. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando che un prezzo basso, se risultato di una procedura di vendita forzata legittima e con ribassi progressivi, non costituisce un 'prezzo ingiusto' tale da giustificare la sospensione della vendita. La Corte ha inoltre chiarito che il creditore ha diritto a proseguire l'esecuzione fino al completo soddisfacimento del suo credito.
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