Un cittadino straniero è stato condannato per il reato di possesso di documenti falsi dopo essere stato trovato in possesso di una carta d'identità contraffatta con la propria fotografia. La Corte d'Appello aveva già confermato la responsabilità penale, concedendo però le attenuanti generiche e la sospensione della pena. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la foto fosse solo somigliante e che il documento non fosse idoneo all'espatrio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la presenza della foto dell'imputato sul documento falso prova la sua volontà di concorrere nel reato. Inoltre, hanno ribadito che la carta d'identità è un titolo valido per l'espatrio nell'Unione Europea, rendendo il falso penalmente rilevante indipendentemente dalle intenzioni d'uso del soggetto.
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