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art. 49 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Trasporto non autorizzato: quando scatta la confisca
Una cooperativa, autorizzata al solo trasporto di merci, ha subito la confisca del proprio natante per aver trasportato due turisti a pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che il trasporto di persone costituisce un servizio completamente diverso da quello per cui era stata rilasciata l'autorizzazione. Pertanto, si configura un'ipotesi di esercizio di attività in totale assenza di licenza (trasporto non autorizzato), che legittima la sanzione accessoria della confisca, e non una mera difformità dal titolo posseduto.
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Reato continuato: come si valuta il disegno criminoso
La Corte di Cassazione si pronuncia su due casi distinti. Rigetta il ricorso di un imputato per omicidio, confermando la valutazione del giudice di merito sul bilanciamento delle circostanze. Accoglie invece il ricorso di un altro imputato, annullando la sentenza per non aver correttamente valutato gli indici del reato continuato, come la vicinanza temporale e territoriale dei fatti, a prescindere dall'identità dell'arma usata.
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Sequestro preventivo: la proporzionalità è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di una società, coinvolta in un singolo episodio estorsivo. La Corte ha ritenuto la misura sproporzionata rispetto al fatto contestato e ha criticato la motivazione del Tribunale, giudicata assertiva e carente di un'analisi concreta sulla 'strumentalità' dell'azienda a fini illeciti e sull'attualità del pericolo.
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Responsabilità sindaco: la Cassazione conferma multa
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria di 60.000 euro inflitta dall'autorità di vigilanza finanziaria a un membro del collegio sindacale di un istituto di credito. Il caso riguarda l'omissione di informazioni rilevanti nei prospetti di due aumenti di capitale. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la responsabilità del sindaco non è meramente formale, ma implica un dovere attivo di vigilanza su tutta la gestione aziendale. È stata inoltre confermata la tempestività dell'azione sanzionatoria e la correttezza dei criteri usati per determinare l'importo della multa.
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Contrabbando doganale: rinvio per dubbi costituzionali
Un viaggiatore viene accusato di contrabbando doganale per non aver dichiarato alcuni orologi di lusso al suo rientro in Italia. Dopo i primi due gradi di giudizio a lui sfavorevoli, il caso giunge in Cassazione. I giudici supremi, però, non emettono una sentenza definitiva. Decidono di sospendere il giudizio e rinviare la causa, poiché è in attesa una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità delle norme che prevedono la confisca dei beni in casi simili, sollevando importanti questioni sull'applicazione delle sanzioni doganali e dell'IVA all'importazione.
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Contrabbando semplice: la Cassazione attende la Consulta
Un contribuente ha impugnato un atto di contestazione per evasione di dazi e IVA su orologi di lusso importati illecitamente. La Cassazione, investita della questione, ha sospeso il procedimento. La Corte ha deciso di attendere la pronuncia della Corte Costituzionale su un caso analogo relativo al contrabbando semplice, che potrebbe avere un impatto decisivo sulla controversia in esame, in particolare sulle sanzioni e la confisca.
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Responsabilità direttore generale: l’analisi della Cassazione
Un ex direttore generale di una banca, multato dall'Autorità di Vigilanza per carenze nei servizi di investimento, ha impugnato la sanzione in Cassazione. I motivi di ricorso vertevano sulla presunta errata assimilazione della sua responsabilità a quella degli amministratori e sulla natura sostanzialmente penale della sanzione. Il procedimento si è estinto a seguito della rinuncia al ricorso da parte del dirigente, accettata dall'Autorità, senza che la Corte si pronunciasse nel merito delle importanti questioni sollevate sulla responsabilità direttore generale.
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Divieto detenzione armi: coltello è arma propria?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione del divieto detenzione armi da parte di un sorvegliato speciale. La Corte ha chiarito che il divieto si applica solo alle 'armi proprie' e non agli strumenti atti a offendere, come un coltello senza punta. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione delle caratteristiche del coltello.
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