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Art. 486 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Tentata violazione di domicilio: il tatuaggio blinda la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per concorso in tentata violazione di domicilio. L'imputato contestava il mancato rinvio dell'udienza d'appello, richiesto dal difensore per un concomitante impegno in un altro processo dove assisteva una parte civile. La Suprema Corte ha chiarito che l'impegno del difensore per una parte civile non costituisce un legittimo impedimento idoneo a rinviare il processo penale dell'imputato. Inoltre, i giudici hanno respinto la richiesta di rivalutazione delle prove (un tatuaggio sul braccio) e l'eccezione di prescrizione, poiché l'inammissibilità del ricorso principale impedisce di far valere la prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Legittimo impedimento del difensore: rinvio negato senza sostituto
Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la violazione delle norme processuali. Il Giudice dell'esecuzione aveva infatti deciso sulla revoca della sospensione condizionale della pena, respingendo la richiesta di rinvio dell'udienza presentata dal difensore di fiducia per un concomitante impegno professionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per configurare il legittimo impedimento del difensore a causa di impegni professionali contemporanei, l'avvocato non deve solo comunicare tempestivamente l'impedimento, ma deve anche spiegare dettagliatamente i motivi per cui non può farsi sostituire da un collega in quel determinato procedimento. Mancando questa specifica indicazione, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Legittimo impedimento del difensore: assenza ammessa ma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata notifica della nuova udienza al proprio avvocato di fiducia. Il difensore originario non si era presentato a un'udienza precedente per un legittimo impedimento del difensore ed era stato sostituito da un collega nominato sul momento. La Suprema Corte ha chiarito che il sostituto processuale ha il dovere di prendere nota della data di rinvio per conto del difensore titolare. Di conseguenza, lo Stato non deve inviare alcuna comunicazione ufficiale al difensore impedito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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