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Art. 48 Costituzione — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 48 Costituzione

Referendum confermativo: voto unico contro quesiti separati
Tre cittadini hanno citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell'Interno per chiedere lo spacchettamento dei quesiti nel referendum confermativo costituzionale, ritenendo che gli elettori debbano votare separatamente sulle singole materie. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la legge prevede una formula unica per il referendum confermativo e che frammentare il quesito sottrarrebbe al Parlamento il potere di revisione costituzionale, rischiando di creare un testo disorganico. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Incandidabilità per infiltrazione mafiosa: nozze e legami bastano
Un amministratore locale, dopo lo scioglimento del suo consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata, viene dichiarato ineleggibile. L'amministratore si oppone, sostenendo che la decisione sia un'applicazione automatica del provvedimento di scioglimento, senza una prova concreta della sua responsabilità personale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio sull'incandidabilità per infiltrazione mafiosa. I giudici hanno chiarito che, sebbene non automatica, la dichiarazione di incandidabilità può basarsi sugli stessi elementi che hanno portato allo scioglimento (come la relazione del Prefetto), qualora emergano condotte personali, anche indirette, che hanno favorito l'infiltrazione. Nel caso specifico, la partecipazione a matrimoni di persone legate ad ambienti malavitosi è stata ritenuta una prova sufficiente del suo coinvolgimento.
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Diritto di voto sindaco metropolitano: la Cassazione
Un cittadino di un comune non capoluogo ha contestato la legge che designa automaticamente il sindaco del capoluogo come sindaco metropolitano, lamentando una violazione del suo diritto di voto. La Corte Costituzionale aveva precedentemente emesso una 'sentenza monito', riconoscendo un difetto nel sistema ma senza annullare la norma. Sulla base di ciò, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che, finché la legge non viene modificata dal Parlamento, essa resta in vigore e non è possibile accertare una violazione del diritto di voto del singolo cittadino.
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Ineleggibilità commissario straordinario: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della ineleggibilità del commissario straordinario. Dei cittadini avevano contestato la rielezione di un sindaco, nominato anche Commissario Straordinario per la ricostruzione di un viadotto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che le norme sull'ineleggibilità sono eccezionali e vanno interpretate restrittivamente. Ha chiarito che la figura del Commissario Straordinario, creata per un'emergenza specifica e temporanea, non rientra nella categoria dei "Commissari di Governo" prevista dalla legge come causa di ineleggibilità, salvaguardando così la legittimità dell'elezione.
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Difetto assoluto di giurisdizione: il caso politico
Una cittadina ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che l'adesione all'Unione Europea e l'adozione dell'euro rappresentassero una cessione illegittima di sovranità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il difetto assoluto di giurisdizione, affermando che i tribunali non possono giudicare le scelte di natura puramente politica del Parlamento e del Governo, come la ratifica di trattati internazionali, in virtù del principio di separazione dei poteri.
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Legge elettorale: la Cassazione esamina la sua legittimità
Un gruppo di cittadini ha contestato la costituzionalità dell'attuale legge elettorale, nota come 'Rosatellum', sostenendo che essa viola il diritto di voto e la sovranità popolare a causa delle soglie di sbarramento, del voto congiunto obbligatorio e dell'iter di approvazione. Dopo che i tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le loro istanze, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata complessità delle questioni, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con tale provvedimento, la Corte ha sospeso il giudizio per richiedere una relazione approfondita al proprio Ufficio del Massimario, al fine di analizzare l'intero meccanismo della legge elettorale alla luce dei principi costituzionali.
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Eleggibilità sindaco a europarlamentare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la carica di sindaco di un comune con più di 15.000 abitanti non costituisce una causa di ineleggibilità per l'elezione al Parlamento Europeo. La normativa specifica per le elezioni europee qualifica tale situazione come una causa di incompatibilità, risolvibile con una scelta (opzione) da parte dell'eletto dopo la proclamazione. Pertanto, è stata confermata la legittimità dell'elezione del sindaco, respingendo il ricorso di un cittadino che ne sosteneva l'ineleggibilità sulla base delle norme previste per le elezioni politiche nazionali.
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Ineleggibilità deputato regionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di ineleggibilità di un deputato regionale. La causa di ineleggibilità deputato regionale è scaturita dal suo ruolo di consigliere di amministrazione in una società cooperativa che deteneva contratti di ristorazione con enti statali. La Corte ha stabilito che, ai fini della normativa elettorale siciliana, un contratto di appalto di servizi (come la fornitura di pasti) rientra nella nozione di "somministrazione", integrando così la causa di ineleggibilità volta a prevenire potenziali conflitti di interesse e a garantire la parità di condizioni tra i candidati.
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