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Art. 476 Codice Penale — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 476 Codice Penale

Casa Sequestrata: Risarcimento Negato per Decorrenza Prescrizione
Una cittadina chiede il risarcimento al Comune per i danni subiti a causa di una concessione edilizia illegittima, poi annullata, che ha portato al sequestro del suo immobile. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento danni. Il termine di cinque anni non parte dalla sentenza penale definitiva contro il funzionario comunale, ma dal momento in cui la proprietaria ha avuto concreta conoscenza del danno, ovvero dal sequestro penale dell'immobile. Avendo agito in giudizio oltre cinque anni dopo il sequestro, il suo diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione.
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Responsabilità PA: illecito del dipendente e risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Pubblica Amministrazione è responsabile per i danni causati dall'illecito penale del proprio dipendente, anche se commesso per fini personali. Il caso riguarda un funzionario comunale che per anni si è appropriato indebitamente delle somme versate dai cittadini per oneri di urbanizzazione. La Corte ha chiarito che la responsabilità PA sussiste quando le mansioni affidate al dipendente hanno rappresentato una condizione necessaria per commettere l'illecito (principio di 'occasionalità necessaria'). La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso la responsabilità dell'ente, è stata cassata con rinvio.
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Perdita di chance: come si calcola la rivalutazione?
Un progettista partecipa a un concorso pubblico per un'importante opera regionale, ma la gara viene truccata dalla commissione. Dopo un lungo percorso giudiziario, viene riconosciuto il suo diritto al risarcimento per la perdita di chance di vittoria. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, stabilisce un principio fondamentale: la rivalutazione monetaria del danno, trattandosi di un debito di valore, deve essere calcolata fino alla data della sentenza finale che liquida l'importo, e non a una data precedente. La Corte accoglie così il ricorso del progettista su questo specifico punto, garantendo un risarcimento pienamente adeguato al valore attuale.
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