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Art. 476 Codice Penale — Sezione Sezioni Unite Penale

Altri anni per Art. 476 Codice Penale

Contestazione aggravante: quando è valida?
Le Sezioni Unite Penali della Cassazione, con la sentenza n. 24906 del 2019, hanno stabilito un principio fondamentale sulla contestazione aggravante. Il caso riguardava un'imputata accusata di falso ideologico per aver attestato falsamente di aver cercato un debitore per il protesto di alcuni titoli. La Corte ha chiarito che, per poter condannare per la forma aggravata del reato (in questo caso, perché il falso riguarda un atto di fede privilegiata), non è sufficiente descrivere i fatti nell'imputazione. È necessario che l'aggravante sia esplicitamente contestata, indicando la norma specifica o usando termini equivalenti. In mancanza di tale contestazione esplicita, l'aggravante non può essere ritenuta. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna penale per intervenuta prescrizione (calcolata sulla base del reato non aggravato), ma ha confermato la responsabilità civile dell'imputata al risarcimento dei danni.
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Fotocopia atto inesistente: quando è reato?
Un amministratore di società viene accusato di aver formato la fotocopia di un'autorizzazione edilizia inesistente per una pratica di leasing. Dopo una condanna in primo grado e un'assoluzione in appello, il caso giunge alle Sezioni Unite della Cassazione per risolvere un contrasto giurisprudenziale. La Corte stabilisce che la creazione di una fotocopia di un atto inesistente non costituisce reato di falso materiale, a meno che la copia non sia realizzata in modo tale da assumere l'apparenza di un documento originale. Poiché nel caso di specie il documento era palesemente una fotocopia, l'assoluzione viene confermata.
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