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Art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354 (Ord. pen.)

Affidamento in prova: no se manca la resipiscenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione si fonda sulla manifesta assenza di resipiscenza del soggetto, dimostrata dalla mancata demolizione di opere abusive e dalla commissione di nuovi reati, che rivelano una pervicacia criminale e l'incapacità di cogliere precedenti opportunità di riabilitazione.
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Affidamento in prova: la pericolosità sociale vince
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a un soggetto condannato per reati gravi. Nonostante la presenza di elementi positivi come un lavoro stabile e una famiglia, la Corte ha ritenuto prevalente la sua elevata e recente pericolosità sociale, ritenendo che tali fattori non fossero sufficienti a garantire un esito positivo della misura alternativa alla detenzione.
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Affidamento in prova: requisiti e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2640/2024, ha respinto il ricorso di un condannato a cui era stato negato l'affidamento in prova. La Corte ha chiarito che, ai fini della concessione della misura, non basta valutare l'assenza di un lavoro o di un'abitazione, ma è necessario un giudizio prognostico complessivo sulla personalità del condannato, sulla sua pericolosità sociale residua e sulla mancanza di un percorso di riabilitazione concreto.
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Benefici penitenziari e gradualità: la Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva misure alternative alla detenzione. Nonostante la buona condotta, la Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, sottolineando l'importanza del principio di gradualità nell'ottenere i benefici penitenziari, specialmente in caso di reati gravi e rischio di recidiva.
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Rinuncia misura alternativa: requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali basandosi su una rinuncia del difensore. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia misura alternativa è un atto personale che richiede una dichiarazione del condannato, una procura speciale per l'avvocato, o la presenza consenziente dell'interessato, formalità assenti nel caso di specie. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esecuzione pena all’estero: la Cassazione decide
Un cittadino italiano residente in Germania si è visto negare la possibilità di scontare la pena tramite una misura alternativa per mancanza di domicilio in Italia. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve sempre valutare la possibilità di esecuzione della pena all'estero in un altro Stato dell'UE, come previsto dalla normativa europea sul reciproco riconoscimento, per favorire il reinserimento sociale del condannato.
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Affidamento in prova: no se manca l’autocritica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a un condannato per furti e detenzione d'arma. Nonostante elementi positivi come la buona condotta e un'offerta di lavoro, la Corte ha ritenuto decisiva la sua persistente negazione di responsabilità. Questa mancanza di revisione critica del passato criminale impedisce una prognosi favorevole sul reinserimento sociale, requisito essenziale per la concessione della misura.
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