La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2640/2024, ha respinto il ricorso di un condannato a cui era stato negato l'affidamento in prova. La Corte ha chiarito che, ai fini della concessione della misura, non basta valutare l'assenza di un lavoro o di un'abitazione, ma è necessario un giudizio prognostico complessivo sulla personalità del condannato, sulla sua pericolosità sociale residua e sulla mancanza di un percorso di riabilitazione concreto.
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