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Art. 452 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 452 Codice Penale

Cibo nocivo: produttore condannato nonostante fornitore certificato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per commercio di sostanze alimentari nocive a carico del legale rappresentante di un'azienda. I suoi prodotti, venduti come 'privi di glutine', contenevano elevate percentuali di questo allergene, mentre altri superavano i limiti di aflatossine. La difesa sosteneva di essersi affidata a un trasformatore esterno certificato e di aver effettuato controlli a campione. I giudici hanno respinto questa tesi, affermando che il produttore finale ha una 'posizione di garanzia' diretta. Egli non può delegare la sicurezza a terzi senza accordi specifici e controlli capillari sul prodotto finito, poiché il rischio per la salute pubblica era prevedibile. La fiducia nel fornitore e i test sporadici non sono sufficienti a escludere la responsabilità penale.
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Epidemia colposa per omissione: la Cassazione al bivio
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla configurabilità del reato di epidemia colposa per omissione. Il caso nasce dal ricorso della Procura contro l'assoluzione di un dirigente sanitario, accusato di aver causato un'epidemia in un ospedale per non aver fornito adeguate protezioni durante la pandemia di Sars-CoV2. Il nodo cruciale è interpretare se la norma che punisce chi 'diffonde' germi patogeni si applichi solo a un'azione positiva o anche a chi omette di impedire la diffusione, come nel caso di specie. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, la Sezione IV ha ritenuto necessario un intervento chiarificatore del massimo organo nomofilattico.
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Adulterazione alimenti: condanna per salsiccia con solfiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un esercente condannato per adulterazione alimenti, avendo posto in vendita salsicce con solfiti vietati. La sentenza conferma che la consapevolezza dell'alterazione del prodotto è sufficiente per integrare il reato, respingendo le censure relative a vizi procedurali e alla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la pericolosità per la salute pubblica.
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Pericolo concreto e contaminazione: la Cassazione decide
Un dirigente tecnico è condannato per contaminazione idrica da mercurio. La Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando il pericolo concreto per la salute pubblica, anche se un parere tecnico favorevole era stato emesso dopo l'adozione delle misure di sicurezza.
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Atto abnorme: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione analizza il concetto di atto abnorme in un caso complesso. Un Giudice dell'Udienza Preliminare, dopo aver prosciolto un'imputata per i reati più gravi di epidemia e omicidio colposo, ha restituito gli atti al Pubblico Ministero per le restanti contravvenzioni in materia di sicurezza sul lavoro. Il PM ha impugnato la decisione, ritenendola un atto abnorme che causava un'indebita regressione del procedimento. La Cassazione, pur riconoscendo l'errore procedurale del GUP, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l'atto non era abnorme perché, seppur scorretto, non creava una stasi processuale insuperabile, potendo il PM procedere con citazione diretta senza incorrere in nullità.
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