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Art. 45 TUIR

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Costi indeducibili: Cassazione su canoni fittizi
La Cassazione ha confermato l'accertamento fiscale contro una S.r.l. per costi indeducibili derivanti da canoni di locazione ritenuti fittizi. La Corte ha ritenuto legittimo l'uso di prove indiziarie da parte dell'Agenzia delle Entrate, come i legami di parentela e il mancato pagamento dei canoni, rigettando il ricorso della società.
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Società cancellata: l’avviso di accertamento è nullo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34549/2024, ha stabilito che la norma che estende per cinque anni la vita di una società ai soli fini fiscali (art. 28, d.lgs. 175/2014) non è retroattiva. Di conseguenza, un avviso di accertamento notificato a una società cancellata dal registro delle imprese prima del 13 dicembre 2014 è illegittimo, in quanto rivolto a un soggetto giuridicamente inesistente. Tuttavia, la Corte ha precisato che tale nullità, essendo di natura procedurale, non si estende automaticamente agli avvisi notificati ai soci, i quali restano responsabili per gli utili extracontabili presuntivamente distribuiti.
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Detrazione IVA: quando non è ammessa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33748/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di detrazione IVA. Il caso riguardava una società che aveva detratto l'IVA con aliquota ordinaria su fatture per prestazioni che avrebbero dovuto avere un'aliquota ridotta. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, affermando che il diritto alla detrazione si limita all'imposta effettivamente dovuta per legge, non a quella superiore erroneamente indicata in fattura. Per l'eccedenza, il contribuente deve agire contro il fornitore per la restituzione. La Corte ha invece rigettato i motivi relativi alla presunzione di onerosità dei finanziamenti a società collegate e alla deducibilità delle perdite su crediti.
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Raddoppio termini: Cassazione su accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati su un conto estero. La sentenza conferma la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di un'ipotesi di reato tributario, anche se il reato stesso è già prescritto. La Corte ha stabilito che la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale è sufficiente a innescare il termine più lungo, indipendentemente dall'esito del procedimento penale, e ha ritenuto sufficienti gli elementi indiziari per ricondurre il conto al contribuente.
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Rinvio a nuovo ruolo per revocazione della sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una sentenza che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per un vizio di notifica. Durante il giudizio, è emerso che la stessa sentenza era stata oggetto di un separato procedimento di revocazione, il cui esito era a sua volta pendente dinanzi alla Cassazione. Per garantire una trattazione coordinata ed evitare decisioni contrastanti, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa di riunire i due procedimenti connessi. La controversia di merito riguardava la presunzione di distribuzione di utili extra-contabili al socio di una società a ristretta base partecipativa.
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Definizione agevolata: effetti sul socio di S.r.l.
Una società a responsabilità limitata che aderisce a una definizione agevolata per chiudere una lite fiscale non salva automaticamente il socio dall'accertamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la posizione fiscale della società e quella del socio sono autonome. Pertanto, la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili al socio rimane valida, e l'Amministrazione Finanziaria può procedere con l'accertamento IRPEF nei suoi confronti, nonostante il condono societario.
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Contraddittorio endo-procedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento per utili extra-contabili a carico di una società e dei suoi soci. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo del contraddittorio endo-procedimentale non si applica in via generale alle imposte non armonizzate, come l'IRPEF, ma solo se previsto da una specifica norma. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'accertamento per la sola violazione di tale principio. Per uno dei soci, il giudizio è stato dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata, mentre per l'altro il processo è stato rinviato alla corte di merito per un nuovo esame.
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Accertamento analitico-induttivo: i limiti del Fisco
Una società alberghiera e il suo socio di maggioranza hanno contestato un accertamento analitico-induttivo basato su presunte incongruenze contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che in presenza di contabilità incompleta, l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente utilizzare presunzioni semplici per ricostruire i ricavi. La Corte ha inoltre chiarito che una motivazione sintetica da parte del giudice di merito non rende la sentenza nulla se il percorso logico-giuridico è comprensibile. Il procedimento relativo al socio è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata.
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Presunzione onerosità finanziamento: come provarla
La Corte di Cassazione ha chiarito che la presunzione di onerosità di un finanziamento soci non può essere superata da una delibera assembleare successiva. Per dimostrare la gratuità del prestito ai fini fiscali, è necessaria una prova specifica, ovvero che dai bilanci della società risulti che il versamento sia stato effettuato a un titolo diverso dal mutuo. Nel caso specifico, l'Amministrazione Finanziaria aveva recuperato a tassazione gli interessi su un finanziamento infragruppo, e la Corte ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione di merito che aveva ritenuto sufficiente una delibera posteriore.
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