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Art. 45 Codice della Strada

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Impugnazione multa autovelox: i motivi di ricorso
Una società proponeva l'impugnazione di una multa autovelox, sollevando diverse questioni, tra cui l'omessa indicazione della data di taratura, vizi di notifica e l'errata determinazione della sanzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato tutti i motivi di ricorso, fornendo importanti chiarimenti. In particolare, ha ribadito che spetta al sanzionato contestare il malfunzionamento del dispositivo, non essendo necessaria l'indicazione della data di taratura sul verbale. Ha inoltre negato la legittimazione ad impugnare verbali non ancora notificati e confermato la decisione del giudice di merito sulla non applicabilità del cumulo giuridico e sulla determinazione della sanzione, ritenendo la minima differenza di importo non rilevante.
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Prova stato di ebbrezza: l’alcoltest è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9604/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La Corte ha ribadito che la prova stato di ebbrezza è validamente fornita dall'esito positivo dell'alcoltest, e spetta alla difesa dimostrare vizi specifici dello strumento, non essendo sufficiente un generico richiamo alla mancata taratura.
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Prova etilometro: onere della prova a carico dell’imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9564/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che la prova etilometro costituisce piena prova della violazione e che spetta all'imputato l'onere di dimostrare, con prove specifiche, eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento. È stato inoltre confermato il diniego della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, a causa di una prognosi negativa basata sul comportamento passato dell'imputato.
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Verbale autovelox nullo senza prova della taratura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3335/2024, ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando l'annullamento di un verbale autovelox. La Corte ha ribadito che l'amministrazione ha l'onere di provare la corretta e periodica taratura dello strumento di rilevamento della velocità. Non è sufficiente menzionare la taratura nel ricorso, ma è necessario fornire la documentazione specifica e indicarne la precisa collocazione negli atti processuali, pena l'inammissibilità del motivo di ricorso.
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Omologazione autovelox: quando il verbale fa piena prova
Un automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità, sostenendo la mancata omologazione autovelox. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'attestazione di omologazione contenuta nel verbale della polizia ha fede privilegiata e può essere contestata solo con querela di falso. Il giudizio di merito sull'effettiva omologazione non è sindacabile in sede di legittimità.
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Onere della prova etilometro: chi deve dimostrarlo?
La Cassazione chiarisce l'onere della prova etilometro: spetta all'imputato dimostrare il malfunzionamento del dispositivo. Un ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le contestazioni erano generiche e non supportate da prove concrete, confermando la condanna per guida in stato di ebbrezza.
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Rinuncia all’impugnazione: costi e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente. Il caso riguardava il sequestro preventivo di autovelox non omologati. La Corte ha stabilito che la rinuncia, atto processuale che estingue il gravame, comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come previsto dalla legge.
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Autovelox non omologato: multa nulla per la Cassazione
Un automobilista ha contestato tredici verbali per eccesso di velocità, sostenendo che l'autovelox utilizzato fosse approvato ma non omologato. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che un autovelox non omologato non può essere utilizzato per accertare infrazioni, poiché i procedimenti di approvazione e omologazione non sono equivalenti. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Autovelox taratura: onere della prova e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista multato per eccesso di velocità. L'ordinanza chiarisce che, in caso di contestazione, l'onere della prova sulla corretta taratura autovelox spetta alla Pubblica Amministrazione. Tuttavia, è sufficiente che il verbale menzioni l'avvenuta verifica e che la relativa certificazione sia disponibile agli atti, non essendo necessaria l'allegazione al verbale stesso. La Corte ha inoltre ribadito che la regola della distanza minima di 1 km tra segnale e autovelox non si applica nei centri abitati.
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Verbale nullo autovelox: requisiti di validità
Un automobilista ha impugnato delle multe sostenendo che il verbale fosse nullo per vizi formali, come la mancata indicazione della taratura dell'autovelox e della segnaletica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tali omissioni non invalidano il verbale. È sufficiente che i requisiti sostanziali (taratura e segnaletica) esistano; l'amministrazione dovrà provarli solo se il cittadino li contesta specificamente in giudizio. La Corte ha quindi definito i confini tra vizi formali, che non causano nullità, e requisiti sostanziali, la cui assenza rende illegittima la sanzione.
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Tolleranza Tutor: Cassazione conferma il 5%
Una società di trasporti si è vista annullare in appello delle multe per eccesso di velocità, rilevate tramite sistema Tutor, sulla base di una tolleranza strumentale maggiore di quella legale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la tolleranza Tutor è fissa per legge al 5% (con un minimo di 5 km/h) e si applica a tutti i dispositivi di misurazione della velocità, senza eccezioni.
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