Un produttore, assolto in primo e secondo grado per aver venduto salsiccia contenente solfiti, vede la sua assoluzione annullata dalla Corte di Cassazione. Il caso verteva sull'uso di vino bianco (ingrediente consentito ma che può contenere solfiti) nella preparazione. La Corte ha stabilito che l'uso di un ingrediente lecito non legalizza la presenza di additivi alimentari proibiti nel prodotto finale, ribadendo che la normativa sulla sicurezza alimentare prevale sulle specifiche di produzione se queste non sono chiare. Il processo è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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