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Art. 432 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 432 Codice Penale

Frode nelle pubbliche forniture: assolta la dirigente navale
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della misura interdittiva verso la dirigente di una società di trasporto marittimo. La Procura contestava i reati di Frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata e corruzione per la gestione dei collegamenti navali con presunte avarie omesse. I giudici hanno escluso la Frode nelle pubbliche forniture poiché il servizio era rivolto direttamente agli utenti privati e non alla Pubblica Amministrazione. Inoltre, la mancata segnalazione dei guasti era diretta a evitare penali contrattuali e non a truffare l'ente pubblico. Infine, la Corte ha escluso il pericolo di reiterazione per il reato di corruzione, poiché l'indagata aveva interrotto ogni incarico aziendale. Il ricorso della Procura è stato rigettato.
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Frode nelle pubbliche forniture: no al reato se il servizio è all’utente
La Procura contestava al dirigente di una compagnia di navigazione marittima i reati di truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture per presunte avarie taciute sui traghetti di linea. Il Tribunale del Riesame revocava il divieto di dimora applicato all'indagato per insussistenza dei gravi indizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, confermando l'assenza della frode nelle pubbliche forniture nelle concessioni in cui il servizio è rivolto all'utenza finale e non direttamente all'ente pubblico. Il dirigente ottiene quindi la conferma della revoca della misura cautelare per carenza dei presupposti indiziari.
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Frode nelle pubbliche forniture: concessione o appalto
La Procura ha contestato a un dirigente d'azienda i reati di frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata per la gestione del servizio di trasporto marittimo convenzionato. L'accusa lamentava l'uso di navi con avarie non dichiarate e il conseguente incasso di contributi pubblici. Il Tribunale del Riesame ha revocato l'interdizione lavorativa del dirigente per insussistenza di gravi indizi. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della misura. I giudici hanno chiarito che la frode nelle pubbliche forniture non sussiste se il servizio pubblico è erogato a beneficio diretto dell'utenza finale e non della Pubblica Amministrazione.
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Frode nelle pubbliche forniture: concessione non punibile
La Procura ha contestato al dirigente di una compagnia di navigazione i reati di truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture per la presunta mancata segnalazione di alcune avarie navali durante il servizio di trasporto passeggeri in convenzione. Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare del divieto di dimora, escludendo i gravi indizi di reato. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento e ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero. I giudici hanno chiarito che il delitto di frode nelle pubbliche forniture non scatta nelle concessioni di pubblico servizio, poiché la prestazione è destinata all'utenza finale e non direttamente all'ente pubblico appaltante. Inoltre, l'accusa non ha dimostrato la reale gravità delle avarie tramite perizia tecnica, rendendo insussistente anche l'ipotesi di truffa.
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Frode nelle pubbliche forniture: utenti privati e nessun reato
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'annullamento della misura interdittiva applicata al Comandante di una società di navigazione. L'indagato era accusato di aver nascosto gravi guasti alle navi adibite al trasporto passeggeri, integrando l'ipotesi di frode nelle pubbliche forniture. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura. I giudici hanno confermato che il reato di frode nelle pubbliche forniture non è configurabile nel caso di concessione di un servizio pubblico, come il trasporto marittimo di linea. In questa fattispecie, infatti, i destinatari diretti delle prestazioni sono i cittadini e non la Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, eventuali inadempimenti contrattuali o carenze manutentive rilevano esclusivamente in sede civile.
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Frode in pubbliche forniture: la concessione esclude il reato
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della misura cautelare nei confronti di un Comandante di navi accusato di frode in pubbliche forniture. L'accusa sosteneva che la società di navigazione avesse utilizzato navi con avarie non dichiarate per il trasporto pubblico. La Suprema Corte ha stabilito che il reato di frode in pubbliche forniture non si applica alle concessioni di servizi pubblici in cui i beneficiari diretti sono i cittadini e non l'amministrazione, anche in presenza di forti finanziamenti pubblici. Di conseguenza, il Comandante vince definitivamente il ricorso e la misura cautelare resta annullata.
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Frode nelle pubbliche forniture: escluso il reato nei trasporti
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della misura cautelare nei confronti dell'Amministratore di una società di navigazione, accusato di truffa e frode nelle pubbliche forniture. L'accusa sosteneva che l'indagato avesse nascosto avarie sulle navi per continuare a percepire sovvenzioni pubbliche regionali per il trasporto marittimo. I giudici hanno stabilito che non è configurabile il reato di frode nelle pubbliche forniture se il servizio è gestito tramite concessione e i beneficiari diretti sono i cittadini e non la pubblica amministrazione. Inoltre, non è stata provata la gravità delle avarie né l'intenzione di truffare l'ente pubblico, escludendo così i gravi indizi di colpevolezza.
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Frode nelle pubbliche forniture: quando il servizio non è per l’ente
Il Pubblico Ministero ha impugnato una decisione che annullava una misura cautelare contro un dirigente di una società di navigazione, indagato per Frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata e attentato alla sicurezza dei trasporti. L'indagato avrebbe utilizzato navi non conformi e falsificato dati per ottenere contributi pubblici per il trasporto marittimo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del PM. Ha ribadito che il reato di Frode nelle pubbliche forniture non si configura quando il servizio è rivolto principalmente agli utenti finali e non direttamente all'amministrazione pubblica contraente, mancando il "dualismo soggettivo" richiesto dalla norma.
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