Un pilota ha effettuato un volo abusivo con un parapendio a motore a meno di dieci chilometri da un aeroporto commerciale, senza alcun apparato di comunicazione con la torre di controllo. L'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo del velivolo per tutelare la sicurezza dei trasporti pubblici e impedire la reiterazione del pericolo. Il pilota ha impugnato il provvedimento sostenendo l'assenza di un pericolo concreto e attuale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della misura cautelare. I giudici hanno chiarito che la condotta gravemente imprudente e la stretta strumentalità del mezzo alla commissione del reato rendono attuale la misura. Il ricorso è stato respinto e il velivolo rimane sotto sequestro.
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