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Art. 43, comma 3, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

Frode IVA immobiliare: la Cassazione decide su costi
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di presunta frode IVA in ambito immobiliare. La Corte ha confermato la ricostruzione della frode e la parziale indeducibilità dei costi, ma ha accolto il ricorso su due punti chiave: l'inapplicabilità del raddoppio dei termini di accertamento per l'IRAP in presenza di denuncia penale e il diritto del contribuente all'applicazione delle sanzioni più favorevoli previste dalla legge sopravvenuta (lex mitior). La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione di questi aspetti.
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Costi da reato: la Cassazione rinvia per nuova legge
Un gruppo bancario ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava la deducibilità di ingenti costi, qualificandoli come "costi da reato". La controversia è giunta in Cassazione, la quale, anziché decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso il giudizio a causa dell'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) che modifica le sanzioni fiscali, assegnando alle parti e al Pubblico Ministero un termine per presentare osservazioni sulla sua applicabilità al caso.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, notificato nel 2012, sostenendone la tardività. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per il raddoppio dei termini dell'accertamento, secondo la normativa applicabile all'epoca (ratione temporis), era sufficiente la sola esistenza di una violazione che comportasse l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa.
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Raddoppio dei termini: legittimo anche con condono
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di indizi di reato tributario, anche se il contribuente aveva aderito a un condono. La Corte ha stabilito che la proroga di un anno per il condono e il raddoppio dei termini sono misure cumulabili, in quanto basate su presupposti diversi. Inoltre, ha ribadito che la contestazione sulla regolarità della notifica di un atto costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Raddoppio termini: Cassazione su Irap e costi induttivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9001/2025, si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale nei confronti degli ex soci di una società estinta. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento, previsto in presenza di reati tributari, è legittimo per Ires e Iva ma non si applica all'Irap, poiché le violazioni relative a tale imposta non costituiscono reato. Inoltre, ha ribadito che, anche in caso di accertamento induttivo "puro" per omessa dichiarazione, l'Amministrazione finanziaria deve considerare i costi sostenuti dall'impresa per determinare il reddito imponibile, al fine di rispettare il principio di capacità contributiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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Accertamento bancario: onere prova e termini
Un'erede si oppone a un accertamento bancario IRPEF notificato alla defunta. La Cassazione chiarisce che per gli accertamenti 'a tavolino' su tributi non armonizzati, come l'IRPEF, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Inoltre, ribadisce che spetta al contribuente fornire una prova analitica e rigorosa per superare la presunzione legale che i versamenti bancari costituiscano reddito imponibile. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Raddoppio dei termini: valido per l’accertamento intero
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale si applica all'intera annualità d'imposta se sussistono indizi di reato, anche per gli avvisi integrativi successivi, a prescindere dal fatto che questi ultimi, da soli, superino la soglia penale.
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Solidarietà tributaria: cessione d’azienda e frode
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della solidarietà tributaria in caso di cessione d'azienda fraudolenta. Se la cessione è attuata in frode ai crediti tributari, la responsabilità dell'acquirente (cessionario) è diretta e paritetica, non sussidiaria. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate può agire direttamente contro il cessionario senza dover prima escutere il cedente. Inoltre, il termine di decadenza per l'accertamento verso il cessionario è legato alla posizione del debitore principale (cedente). La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'avviso di accertamento al cessionario per motivi procedurali.
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Giudicato penale: assoluzione blocca accertamento
Una società bancaria cooperativa ha ottenuto l'annullamento di un accertamento fiscale milionario per IRES e IRAP. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova legge (ius superveniens) che rende vincolante nel processo tributario il giudicato penale di assoluzione "perché il fatto non sussiste". Dato che l'amministratore era stato assolto in sede penale per gli stessi fatti contestati in ambito fiscale, l'accertamento è stato ritenuto infondato e annullato, segnando una svolta fondamentale nei rapporti tra processo penale e tributario.
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