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Art. 43 Codice Penale — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 43 Codice Penale

Abusiva concessione di credito: la banca deve verificare il fisco
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fallimento di un'azienda contro l'ammissione al passivo di un credito bancario derivante da un mutuo. La curatela contestava l'operato della banca per abusiva concessione di credito, avendo questa erogato il finanziamento nonostante un enorme debito fiscale del beneficiario e discrepanze tra bilanci e dichiarazioni IRAP. Il Tribunale aveva escluso la responsabilità della banca, ritenendo non obbligatoria la verifica dei carichi pendenti tributari. La Cassazione ha invece stabilito che la corrispondenza formale tra bilanci e dichiarazioni dei redditi non esonera l'istituto di credito da controlli più approfonditi. Spetta al giudice di merito valutare se, secondo la diligenza dell'accorto banchiere, fosse esigibile l'acquisizione del certificato dei carichi fiscali pendenti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Modello di utilità: la tutela per prodotti semplici
Una società detentrice di un modello di utilità per una bacinella ha citato in giudizio un'altra azienda per contraffazione e concorrenza sleale. Dopo una sentenza di primo grado che aveva annullato il modello, la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, cassa la sentenza d'appello, stabilendo che per un modello di utilità relativo a un prodotto semplice e banale, la mera registrazione non è sufficiente. Il giudice deve compiere una verifica rigorosa e sostanziale del requisito della novità e del carattere individuale, senza limitarsi alla presunzione di validità del titolo.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e rischi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11149/2024, ha stabilito che la spedizione di un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria configura un concorso di colpa del mittente in caso di furto e successivo incasso fraudolento. Anche se la banca negoziatrice è negligente nell'identificazione del presentatore, la scelta di una modalità di invio insicura espone volontariamente il mittente a un rischio superiore, rendendolo corresponsabile del danno. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello che aveva escluso la colpa del mittente, rinviando la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio consolidato.
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Assegno per posta: chi paga se viene rubato?
Una società assicurativa ha spedito un assegno per posta ordinaria, che è stato rubato e incassato fraudolentemente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11145/2024, ha stabilito che la spedizione di un assegno per posta ordinaria costituisce un concorso di colpa del mittente. Pertanto, la responsabilità del danno non ricade esclusivamente sulla banca che ha pagato il titolo, ma va ripartita con chi ha scelto una modalità di spedizione insicura, esponendo l'assegno a un rischio elevato.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e responsabilità
Una società assicurativa ha spedito un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. L'assegno è stato sottratto e incassato fraudolentemente presso un ente postale. I giudici di merito hanno stabilito un concorso di colpa al 50% tra la società, per aver scelto un metodo di spedizione non sicuro, e l'ente postale, per l'errata identificazione del prenditore. La società ha presentato ricorso in Cassazione ma ha successivamente rinunciato, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La decisione conferma l'importanza della scelta di metodi di spedizione sicuri per i titoli di credito.
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Responsabilità amministratori srl: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per 'responsabilità amministratori srl' nei confronti di un intero consiglio di amministrazione per 'mala gestio'. La sentenza chiarisce che, in caso di contabilità inaffidabile, il danno può essere liquidato con il criterio della differenza dei netti patrimoniali. Viene inoltre ribadita la responsabilità anche degli amministratori non esecutivi per omessa vigilanza e l'inapplicabilità della 'business judgment rule' a condotte illecite come l'omesso versamento di imposte.
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Assenza di colpa: come ottenere i contributi agricoli
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda agricola a ricevere contributi comunitari, nonostante le irregolarità nei contratti di comodato dei terreni. La decisione si fonda sul principio dell'assenza di colpa e della buona fede dell'imprenditore, ritenuti elementi decisivi per superare le contestazioni formali sollevate dall'ente pagatore. Il ricorso di quest'ultimo è stato dichiarato inammissibile.
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