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Art. 43 Codice Civile

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Esecuzione pena all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava a un condannato, residente in Germania, la possibilità di scontare la pena dell'affidamento in prova nel suo paese di residenza. La sentenza sottolinea l'importanza del principio di reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie nell'UE e censura la mancanza di motivazione del giudice di merito. Viene quindi ribadita la possibilità di procedere con l'esecuzione pena all'estero in un altro Stato membro dell'Unione Europea.
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Falsa dichiarazione residenza: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsa dichiarazione residenza al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. L'imputato aveva dichiarato di risiedere presso l'abitazione della madre, mentre di fatto conviveva altrove con la propria compagna. La Corte ha stabilito che la questione centrale è la divergenza tra la residenza dichiarata e la dimora abituale effettiva, rendendo irrilevanti i dettagli sulla composizione del nucleo familiare alternativo. La sentenza ribadisce che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Competenza territoriale successione: il domicilio vince
Un creditore contesta un testamento, ma il convenuto solleva un'eccezione di incompetenza. Il Tribunale accoglie l'eccezione, stabilendo che la competenza territoriale in materia di successione si determina in base all'ultimo domicilio effettivo del defunto, inteso come centro dei suoi interessi, e non necessariamente dal luogo di residenza anagrafica o di decesso.
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Assegno sociale e residenza: quando si perde il diritto
Una cittadina perde il suo assegno sociale a causa di prolungati soggiorni all'estero. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha stabilito che il requisito della residenza effettiva e continuativa in Italia era venuto meno. Di conseguenza, ha confermato il diritto dell'ente previdenziale a richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite, quantificando il debito e chiarendo i presupposti per la perdita del beneficio.
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