La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici per le vittime di mafia richiedono come presupposto originario e immanente la totale estraneità del beneficiario ad ambienti delinquenziali. La sentenza chiarisce che una legge del 2016, che esplicita tale requisito, ha natura meramente interpretativa e non innovativa, potendosi quindi applicare a procedimenti non ancora definiti da un giudicato. Di conseguenza, è stata confermata la revoca di una provvisionale inizialmente concessa ai familiari di una vittima di omicidio, poiché quest'ultima non risultava estranea a contesti malavitosi.
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