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Art. 423 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 423 Codice Penale

Telecamere senza innesco: confermato il reato di incendio
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con divieto di uscita serale a carico di un indagato. L'uomo era entrato in una discarica abusiva uscendone pochi istanti prima che divampassero imponenti fiamme propagatesi fino a un vicino uliveto. La difesa sosteneva che le telecamere non avevano inquadrato direttamente l'atto di innesco. I giudici hanno invece ritenuto pienamente sussistenti i gravi indizi per il reato di incendio, data la perfetta coincidenza temporale tra la presenza del soggetto e l'innesco, unita al controllo immediato su strada. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Omicidio Colposo Plurimo: Bombola Modificata, Condanna Confermata
Un imputato, condannato per incendio, lesioni e la morte di più persone a seguito della modifica di una bombola di gas, ha contestato il calcolo della pena. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave sull'omicidio colposo plurimo. In questi casi, si applica la regola speciale dell'articolo 589 del codice penale: la pena base è quella per la violazione più grave, aumentata fino al triplo, e non le regole generali sul concorso di reati. La gravità della colpa ha giustificato una riduzione minima della pena, nonostante le attenuanti. La condanna è stata quindi confermata.
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Deposito temporaneo rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'amministratrice di un'azienda agricola per abbandono e combustione illecita di rifiuti. La difesa sosteneva si trattasse di un 'deposito temporaneo rifiuti' in attesa di smaltimento, ma la Corte ha respinto la tesi. La sentenza chiarisce che per essere considerato tale, il deposito deve rispettare requisiti stringenti, come il raggruppamento per categorie omogenee e la prova della provenienza e della destinazione. In assenza di queste condizioni, l'accumulo integra il reato di abbandono incontrollato.
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Incendio boschivo: custodia cautelare e prove
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato per un grave incendio boschivo in una riserva naturale. La custodia cautelare in carcere è stata confermata sulla base di un solido quadro probatorio, che include messaggi WhatsApp, intercettazioni e ammissioni, ritenuto sufficiente a dimostrare la gravità indiziaria e un concreto pericolo di reiterazione del reato.
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