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Art. 42 d.P.R. n. 600 del 1973

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Responsabilità solidale cessione azienda: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19144/2025, ha stabilito che la responsabilità solidale del cessionario di un ramo d'azienda è illimitata quando la cessione è finalizzata a frodare i creditori, in particolare l'erario. Il caso riguardava una società che aveva acquistato un ramo d'azienda da un'altra entità, entrambe riconducibili alla stessa famiglia e coinvolte in un sistema fraudolento. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la consapevolezza del cessionario riguardo al disegno fraudolento fosse sufficientemente provata attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, legittimando così la contestazione della responsabilità solidale illimitata ai sensi dell'art. 14, comma 4, del D.Lgs. 472/1997.
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Motivazione atto impositivo: la Cassazione chiarisce
Una società impugnava un atto di irrogazione sanzioni per omessa fatturazione. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione veniva ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando principi chiave sulla motivazione dell'atto impositivo. In particolare, ha stabilito che il rinvio a un Processo Verbale di Constatazione (PVC) è legittimo se l'atto è già noto al contribuente. La Corte ha inoltre chiarito le regole sulla produzione di nuovi documenti in appello nel processo tributario e sulla validità della sottoscrizione dell'atto.
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Amministratore di fatto: la responsabilità fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19796/2025, affronta il tema della responsabilità fiscale dell'amministratore di fatto di un'associazione sportiva. La Corte ha stabilito che, per affermare la responsabilità solidale per i debiti tributari dell'ente, non è sufficiente la mera carica formale (es. consigliere o segretario), ma è necessario che l'amministrazione finanziaria fornisca la prova di una concreta e sistematica attività di gestione svolta dal soggetto. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza di merito che aveva fondato la responsabilità sulla sola qualifica rivestita, senza indagare sull'effettiva ingerenza gestoria.
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Accertamento soci srl: conti e presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22263/2025, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale contro un accertamento fiscale. L'atto impositivo era fondato sulla presunzione che le movimentazioni sui conti correnti personali dei soci, marito e moglie, costituissero utili non dichiarati dalla società. La Corte ha confermato la legittimità di tale presunzione, sottolineando che in contesti familiari e con una compagine sociale ristretta, spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stato inoltre escluso il litisconsorzio necessario tra società e soci nel processo tributario, ribadendo un orientamento consolidato.
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Definizione agevolata: il caso rinviato in Cassazione
Una società e i suoi soci, destinatari di un avviso di accertamento basato su studi di settore, hanno impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Durante il giudizio in Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie ("Rottamazione-quater"). La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per permettere la verifica dell'effettivo pagamento e la conseguente estinzione del giudizio.
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