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Art. 42 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Ricusazione del giudice: l’imparzialità vince sul pre-giudizio
L'Imputato ha proposto ricorso contro il rigetto della sua istanza di ricusazione nei confronti di un magistrato. Il giudice in questione aveva già fatto parte del collegio in un precedente processo correlato, valutando la credibilità di un testimone chiave e la posizione dello stesso Imputato per fatti analoghi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'incompatibilità sussiste anche quando la valutazione precedente sia stata sommaria. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disposto l'accoglimento della ricusazione del giudice e ha trasmesso gli atti alla Corte d'appello per la sostituzione del magistrato.
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Falsa Testimonianza: Assoluzione Confermata, Ricorso Inammissibile
Un testimone, accusato di falsa testimonianza per aver fornito versioni contrastanti sulla chiusura di una stalla, viene assolto in Appello per insufficienza di prove. La parte civile ricorre in Cassazione, lamentando anche la presunta incompatibilità di un giudice. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce un principio fondamentale: l'eventuale incompatibilità di un giudice deve essere contestata con l'istituto della ricusazione entro precisi termini, altrimenti la sentenza resta valida. Inoltre, la Cassazione ribadisce di non poter rivalutare le prove. L'assoluzione per il reato di falsa testimonianza diventa così definitiva.
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Ricusazione del Giudice: la decisione annulla gli atti, non la motivazione
Un imputato ottiene la ricusazione dei giudici del suo processo perché questi avevano già emesso una sentenza sugli stessi fatti in un altro procedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla ricusazione del giudice: l'imparzialità viene meno non dal momento del deposito delle motivazioni scritte della precedente sentenza, ma dal momento della lettura pubblica della decisione (il 'dispositivo'). Di conseguenza, la Corte ha annullato il provvedimento precedente, imponendo una nuova valutazione su quali atti processuali, compiuti dai giudici dopo quella lettura, debbano essere considerati invalidi. La decisione sposta indietro nel tempo l'inizio della 'contaminazione' del giudice, con effetti potenzialmente dirompenti sul processo in corso.
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