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Art. 42 Codice Penale — Sezione Sesta Civile

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Forza maggiore sanzioni tributarie: crediti PA e IMU
Un'Azienda Sanitaria privata ha impugnato le sanzioni e gli interessi applicati dal Comune per il mancato pagamento dell'imposta municipale sugli immobili (IMU). La società ha sostenuto che la grave crisi di liquidità derivava dai cronici ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione committente, invocando la causa di non punibilità della forza maggiore sanzioni tributarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la piena legittimità delle sanzioni. I giudici hanno chiarito che le difficoltà economiche dell'impresa, anche se provocate da crediti insoluti verso enti pubblici, non integrano la nozione di forza maggiore, la quale richiede un evento imprevedibile e irresistibile tale da annullare ogni controllo del soggetto.
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Sanzioni tributarie e forza maggiore: stop alle scuse sui debiti PA
Una società sanitaria privata non versa l'imposta municipale sugli immobili (IMU). L'ente comunale notifica un avviso di accertamento applicando sanzioni e interessi. L'azienda contesta le penalità economiche sostenendo la sussistenza dell'esimente per sanzioni tributarie e forza maggiore. L'impresa attribuisce il mancato pagamento a una grave carenza di liquidità provocata dai ritardi cronici della Pubblica Amministrazione nel saldare i crediti per le prestazioni sanitarie erogate. La Corte di Cassazione respinge il ricorso della contribuente. I giudici stabiliscono che la mancanza di fondi, anche se causata da debitori pubblici, costituisce un evento prevedibile legato al rischio d'impresa e non cancella la colpevolezza nell'omesso versamento.
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