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Art. 415-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 415-bis Codice di Procedura Penale

Abuso di potere su minore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8735/2023, ha confermato la condanna per atti sessuali con minorenne a carico del convivente della madre della vittima, una ragazza di diciassette anni. L'imputato sosteneva la consensualità del rapporto, ma la Corte ha ribadito che il ruolo di 'para-genitore' integra un abuso di potere che vizia il consenso della minore. Il ricorso è stato respinto, sottolineando l'irrilevanza del consenso in presenza di una posizione di supremazia e la piena attendibilità della testimonianza della vittima, anche se unica prova.
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Atto abnorme: la Cassazione annulla rinvio al PM
Un Tribunale aveva dichiarato nullo un decreto di citazione a giudizio per il mancato rispetto di un termine, ordinando al Pubblico Ministero di regredire alla fase delle indagini. La Procura ha impugnato il provvedimento, ritenendolo un'anomalia processuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, qualificando l'ordinanza del Tribunale come un atto abnorme, in quanto ha trasformato un termine ordinatorio in causa di nullità, provocando un'ingiustificata regressione e uno stallo del procedimento. Di conseguenza, ha annullato l'ordinanza e disposto la prosecuzione del giudizio.
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Giudicato contrastante: annullamento in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per associazione a delinquere a causa di un giudicato contrastante emesso in un procedimento parallelo, dove altri coimputati erano stati assolti per lo stesso fatto. La Corte ha ritenuto che il giudice d'appello non avesse motivato adeguatamente la discrasia tra le due decisioni, basate in parte sullo stesso materiale probatorio. Le condanne per un omicidio collegato, invece, sono state confermate, poiché fondate su prove ritenute autonome e solide.
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Rescissione del giudicato: nomina avvocato e doveri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9479/2023, ha stabilito che la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio non sono sufficienti per ottenere la rescissione del giudicato se l'imputato si disinteressa completamente del processo. L'ignoranza della celebrazione del processo è stata ritenuta colpevole, in quanto derivante da una violazione del dovere di diligenza dell'imputato di mantenersi in contatto con il proprio legale. La richiesta di rescissione del giudicato è stata quindi respinta.
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Estorsione lavorativa: minaccia di licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione lavorativa a carico di alcuni amministratori di punti vendita. Essi costringevano i dipendenti, con la minaccia di licenziamento, ad accettare retribuzioni inferiori a quelle risultanti in busta paga. La Corte ha stabilito che tale condotta, attuata durante il rapporto di lavoro, integra il reato di estorsione. Ha inoltre chiarito che una precedente sentenza del giudice del lavoro, che escludeva il danno patrimoniale, non impedisce la condanna in sede penale per il risarcimento del danno morale.
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Provvedimento abnorme: nullità e regressione del processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decisione di un Tribunale di annullare un decreto di citazione a giudizio, anche se basata su motivazioni errate, non costituisce un provvedimento abnorme. Tale atto rientra nei poteri del giudice e non giustifica un'indebita regressione del procedimento alla fase delle indagini preliminari, consolidando un principio fondamentale della procedura penale.
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