Un detenuto sottoposto al regime speciale 41-bis ha richiesto di poter acquistare un lettore CD e CD musicali. Il Ministero della Giustizia si è opposto, citando rischi per la sicurezza e un onere eccessivo per l'amministrazione penitenziaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, stabilendo che il diritto all'ascolto di musica rientra tra i 'piccoli gesti di normalità quotidiana' e non può essere negato a priori. La decisione sull'autorizzazione dei detenuti a usare CD musicali deve basarsi su una valutazione concreta della capacità della struttura di effettuare i controlli necessari, senza che ciò costituisca un onere sproporzionato. In questo caso, il divieto è stato ritenuto un'ingiustificata e ulteriore afflizione.
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