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Art. 40 Codice della Crisi d'Impresa — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 40 Codice della Crisi d'Impresa

Compenso commissario giudiziale: guida alla liquidazione
Una società ha contestato il compenso liquidato a un commissario giudiziale in un Accordo di Ristrutturazione dei Debiti (ADR), ritenendolo eccessivo e basato su un'errata applicazione analogica di norme. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il tribunale ha correttamente esercitato il suo potere di liquidazione secondo equità, utilizzando le normative di procedure simili solo come 'utile riferimento' e non per analogia. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sull'eccessività del compenso commissario giudiziale è una questione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se non adeguatamente contestata nel merito.
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Data certa liquidazione giudiziale: prova pagamento
Un socio ha impugnato la liquidazione giudiziale della propria società, sostenendo di aver saldato i creditori prima dell'apertura della procedura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto cruciale è stata la mancanza di una 'data certa' sui documenti presentati come prova del pagamento, una valutazione di fatto che non può essere riesaminata in sede di legittimità. La questione della data certa nella liquidazione giudiziale si è rivelata decisiva per l'esito della controversia.
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Domanda di concordato: dove presentarla se c’è fallimento
Una società, già soggetta a un'istanza di fallimento presso un tribunale, ha presentato una successiva domanda di concordato preventivo in un foro diverso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società contro la dichiarazione di fallimento, stabilendo che la domanda di concordato deve essere obbligatoriamente presentata dinanzi allo stesso giudice presso cui pende la procedura prefallimentare, al fine di garantire l'unità e la celerità del procedimento.
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Competenza territoriale crisi impresa: sede legale
Una società sportiva trasferisce la propria sede legale da una città all'altra poche settimane prima di depositare un ricorso per concordato preventivo. Il tribunale della nuova sede, dopo aver inizialmente affermato la propria giurisdizione, dichiara la propria incompetenza a favore del tribunale della sede precedente, applicando la regola che considera il centro degli interessi principali nell'anno antecedente la domanda. La questione, di rilevante importanza nomofilattica sotto il nuovo Codice della Crisi, viene rimessa dalla Corte di Cassazione a una pubblica udienza per una decisione approfondita, data l'assenza di precedenti specifici.
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Competenza territoriale crisi d’impresa: sede legale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di competenza territoriale crisi d'impresa, il trasferimento della sede legale di una società nell'anno antecedente il deposito della domanda di accesso a una procedura concorsuale non è rilevante. La giurisdizione rimane radicata presso il tribunale della sede precedente, in applicazione della norma anti-abuso (c.d. forum shopping) prevista dal Codice della Crisi. La Corte ha inoltre chiarito che il tribunale può dichiarare la propria incompetenza anche dopo aver emesso provvedimenti iniziali, non appena riceve la documentazione completa per decidere sull'ammissione alla procedura.
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