Tre imputati affrontavano un processo penale per violazione di sigilli ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, dopo aver tagliato una catena che sbarrava l'accesso a un immobile nel marzo 2013. I giudici di merito avevano inflitto loro una condanna penale, ritenendo valido il prolungamento dei tempi causato dalla sospensione per irreperibilità. I difensori hanno proposto ricorso per cassazione evidenziando l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza di secondo grado. La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi, precisando che i periodi di sospensione per assenza non possono estendere a dismisura i termini massimi previsti dalla legge. I giudici di legittimità hanno pertanto annullato senza rinvio la condanna, dichiarando estinti tutti gli addebiti a carico dei ricorrenti.
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