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Art. 391-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Frode in assicurazione: prove valide e ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per frode in assicurazione a seguito di un incidente simulato contro un cancello. L'imputato contestava la tempestività della querela, l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese all'investigatore privato dell'assicurazione e il mancato ascolto di un testimone. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per sporgere querela decorre dallo spirare dei trenta giorni previsti per i rilievi dell'assicurazione, rendendo tempestiva la denuncia. Inoltre, le dichiarazioni raccolte dall'investigatore privato non rientrano nelle investigazioni difensive dell'avvocato e sono pienamente utilizzabili. Infine, la testimonianza richiesta è stata ritenuta superflua poiché i danni al cancello erano palesemente incompatibili con l'impatto narrato. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: valutazione prove del giudice
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per detenzione di stupefacenti. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, competenza esclusiva del giudice di merito, soprattutto quando la motivazione della sentenza è logica e completa. La versione dei fatti fornita dall'imputato, giudicata non credibile, non può essere rivalutata in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile proposto da un imputato condannato per evasione. I motivi, basati sulla mancata audizione di un testimone, sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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