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art. 39, primo comma, lett. d), d.P.R. 29/09/1973, n. 600

Accertamento analitico induttivo: Presunzioni fiscali bocciate dalla Cassazione
Un tassista di Firenze ha contestato un accertamento analitico induttivo dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia aveva ricostruito i suoi ricavi basandosi su una presunta corsa media di 3,2 km, desunta da comunicati stampa e non da studi ufficiali. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del tassista. Ha stabilito che un dato così incerto e privo di fondamento scientifico non può costituire una presunzione grave, precisa e concordante per determinare il reddito. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo giudizio.
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Rimborso Dividendi: Abuso del Diritto Fiscale e il Vero Beneficiario
Una banca estera ha chiesto rimborsi fiscali per dividendi da società italiane, invocando un trattato contro la doppia imposizione. L'Agenzia delle Entrate ha negato la maggior parte delle richieste, sospettando un `abuso del diritto fiscale` tramite `treaty shopping`. La banca avrebbe acquisito azioni poco prima della distribuzione dei dividendi e le avrebbe rivendute subito dopo, agendo come mero intermediario. La Corte di Cassazione ha confermato che la banca, come richiedente, doveva provare di essere il `beneficiario effettivo` dei dividendi. Ha validato il criterio della "giacenza media mensile" per rilevare l'intento abusivo. La Corte ha respinto il ricorso della banca e accolto quello dell'Agenzia, ribadendo l'onere della prova del contribuente.
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Accertamento induttivo: i limiti per il Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accertamento induttivo non è legittimo se si basa su una singola irregolarità formale, come l'omessa indicazione dei criteri di valutazione dell'inventario, specialmente quando i ricavi dichiarati dal contribuente sono già congrui e superiori a quelli stimati dagli studi di settore. Secondo la Corte, per procedere a una rettifica induttiva è necessaria una 'grave incongruenza' o irregolarità tali da rendere l'intera contabilità inattendibile, cosa che non si verifica con un unico errore formale.
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Accertamento fiscale: rinvio per rottamazione-quater
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso relativo a un accertamento fiscale a carico di una società e dei suoi soci, basato su presunte incongruenze di reddito rilevate tramite studi di settore. Invece di decidere nel merito, la Corte ha disposto il rinvio del processo. La decisione è stata motivata dalla richiesta del contribuente, che nel frattempo aveva aderito alla procedura di definizione agevolata ("Rottamazione-quater"). La Corte ha quindi ordinato all'Agenzia delle Entrate di fornire informazioni sullo stato della procedura di rottamazione e sui relativi pagamenti, sospendendo di fatto il giudizio in attesa di verificare se il debito tributario sia stato estinto attraverso la sanatoria.
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Accertamento analitico-induttivo: prova e contratto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'annullamento di un accertamento analitico-induttivo a carico di un contribuente. La Corte ha stabilito che la documentazione prodotta dal contribuente, attestante un rapporto di agenzia (contratto, estratti conto, email), prevale sulle presunzioni dell'Amministrazione Finanziaria, anche in presenza di irregolarità formali, come l'emissione di scontrini fiscali anziché fatture da parte della società mandante. La prova del reale rapporto contrattuale è risultata decisiva per smontare la tesi di un'attività di compravendita non dichiarata.
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