LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 385 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 12 di 12

Altri anni per Art. 385 Codice di Procedura Civile

Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha contestato due cartelle esattoriali dopo aver visionato l'estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando recenti principi, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per la mancata dimostrazione di un concreto "interesse ad agire" nell'impugnazione estratto di ruolo, annullando la sentenza precedente senza rinvio.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando recenti principi giurisprudenziali, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Per una valida impugnazione estratto di ruolo, infatti, il contribuente deve dimostrare un interesse ad agire concreto e attuale, che non si esaurisce nella semplice conoscenza del debito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società contribuente ha scoperto un debito fiscale tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. In applicazione di un recente principio giurisprudenziale, l'impugnazione estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mancata notifica, requisito ora indispensabile per agire in giudizio.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata entro i termini di legge. La decisione ribadisce il rigore delle norme procedurali e il principio di autoresponsabilità della parte ricorrente, confermando che tale onere non costituisce un eccesso di formalismo ma una garanzia per la certezza del diritto. Il caso trae origine da una richiesta di risarcimento danni in seguito a un furto di merce.
Continua »
Giudicato implicito: quando una questione è decisa?
Un notaio, citato per danni risalenti al 1996, ha chiamato in causa la propria assicurazione. La Corte d'Appello ha negato la copertura, ritenendo la richiesta di risarcimento fuori dal periodo di validità della polizza. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che si fosse formato un giudicato implicito sulla polizza applicabile. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, specificando che il giudicato implicito non si estende alle questioni preliminari non indispensabili per la decisione centrale, soprattutto alla luce del principio della "ragione più liquida".
Continua »
Compensazione spese di lite: quando è illegittima?
In un caso di equa riparazione per lungaggini processuali, la Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della compensazione spese di lite disposta dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha chiarito che l'accoglimento parziale di una domanda non giustifica la compensazione, che è permessa solo in casi tassativi, come l'assoluta novità della questione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova pronuncia sulle spese.
Continua »
Prova del credito: l’estratto di ruolo è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente della riscossione contro la decisione di un Tribunale che ne aveva respinto l'istanza di ammissione al passivo fallimentare. La causa verteva sulla corretta prova del credito, che secondo i giudici non era stata fornita in modo adeguato. L'agente aveva depositato un prospetto riepilogativo invece del necessario estratto di ruolo. La Suprema Corte ha chiarito che contestare la valutazione delle prove documentali da parte del giudice di merito non costituisce un motivo valido per un ricorso per cassazione, confermando l'importanza di una documentazione precisa per la prova del credito.
Continua »
Onere della prova notificazione: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32575/2024, ha chiarito l'onere della prova notificazione. Un conduttore contestava la validità di un atto ricevuto dal figlio in un luogo diverso dalla sua residenza. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di convivenza resa dal familiare all'ufficiale giudiziario crea una presunzione legale. Spetta quindi al destinatario dell'atto dimostrare che la convivenza era inesistente e la presenza del familiare solo occasionale, invertendo di fatto l'onere della prova.
Continua »
Rinnovazione tacita e PA: no al contratto di fatto
La Corte di Cassazione ha stabilito che non può esserci rinnovazione tacita di un contratto di concessione di un immobile se, alla data di scadenza, il concedente era una Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava un ex dipendente che, dopo la scadenza del contratto per un alloggio di servizio nel 1992, aveva continuato a occupare l'immobile per decenni. La Corte ha chiarito che la necessità della forma scritta per i contratti della P.A. impedisce la formazione di un nuovo rapporto per facta concludentia, anche se l'ente è stato successivamente privatizzato. L'occupazione, pertanto, è stata considerata senza titolo.
Continua »
Ricorso inammissibile: le conseguenze processuali
Una garante contestava la propria firma su una controgaranzia fideiussoria. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano esposti in modo confuso, contraddittorio e incomprensibile, senza contestare efficacemente le ragioni della sentenza d'appello. Tale condotta processuale ha portato anche a una condanna per lite temeraria.
Continua »