I carabinieri scoprono 70 grammi di eroina e 25 grammi di cocaina nascosti nella vegetazione. Decidono di appostarsi in attesa del colpevole. Poco dopo, L'Indagato si presenta nel luogo del nascondiglio per recuperare la sostanza stupefacente e viene immediatamente fermato, confessando la proprietà della droga. Il Giudice per le indagini preliminari nega la convalida dell'arresto, ritenendo insussistente la flagranza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che l'appostamento continuo della polizia giudiziaria subito dopo la scoperta del reato configura pienamente l'arresto in quasi flagranza. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio l'ordinanza del giudice, dichiarando l'arresto del tutto legittimo.
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