La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo arrestato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo d'armi. La difesa contestava la tempestività della convalida dell'arresto, sostenendo che il termine di quarantotto ore dovesse decorrere dal momento del fermo fisico in strada e non dalla formale dichiarazione di arresto avvenuta tre ore dopo. I giudici hanno chiarito che il tempo impiegato dalle forze dell'ordine per gli accertamenti indispensabili (identificazione, perquisizione e riscontro della provenienza furtiva dei beni) esclude la decorrenza immediata del termine. Di conseguenza, la procedura di convalida dell'arresto è stata ritenuta perfettamente tempestiva e legittima, confermando anche la sussistenza dello stato di flagranza e quasi-flagranza per i reati contestati.
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