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art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973

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Accertamenti bancari: la prova del contribuente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, non imprenditore, sottoposto ad accertamenti bancari. La Corte ha confermato che la presunzione legale per cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito imponibile si applica a tutti i contribuenti, non solo a imprese o professionisti. Il contribuente non è riuscito a fornire prove adeguate e con data certa per dimostrare che le somme ricevute fossero restituzioni di prestiti o pagamenti non imponibili, rendendo legittimo l'avviso di accertamento dell'Amministrazione finanziaria.
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Vendite online: quando diventano attività d’impresa?
Un contribuente che effettuava numerose vendite online di scarpe è stato oggetto di un accertamento fiscale che ha qualificato la sua attività come reddito d'impresa. La Corte di Cassazione ha confermato che l'elevato numero di transazioni è un indicatore di abitualità e professionalità, sufficiente a configurare un'attività d'impresa ai fini fiscali, anche in assenza di una complessa organizzazione. Tuttavia, la sentenza ha accolto i ricorsi del contribuente su due punti specifici: ha annullato la decisione per mancata motivazione sul requisito dell'autonoma organizzazione ai fini IRAP e ha chiarito che, per gli acquisti non fatturati, il cessionario è soggetto a sanzioni per mancata autofatturazione ma non al pagamento dell'IVA.
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Redditometro: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate relativo a un accertamento fiscale basato sul redditometro per gli anni 2007 e 2008. L'ordinanza chiarisce che per i periodi d'imposta anteriori al 2009 si applica la vecchia normativa, che prevede una soglia di scostamento del 25% tra reddito netto dichiarato e reddito netto accertato. Inoltre, ribadisce che l'onere di provare la provenienza delle somme da fonti non imponibili per giustificare le maggiori spese spetta interamente al contribuente. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Accertamento induttivo: la prova da scritti privati
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce il valore probatorio della documentazione extracontabile in un accertamento induttivo. Il caso riguarda la cessione di un'azienda a un prezzo dichiarato in atto notarile, ma smentito da documenti privati che indicavano un importo superiore. La Corte ha stabilito che tali documenti, anche se non ufficiali, costituiscono una presunzione grave, precisa e concordante, sufficiente a giustificare la rettifica del reddito, annullando la decisione di merito che li aveva svalutati.
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Redditometro nullo per scostamento non biennale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accertamento fiscale basato sul redditometro è nullo se non viene provato uno scostamento significativo tra reddito dichiarato e spesa presunta per almeno due periodi d'imposta consecutivi. Nel caso di specie, l'annullamento dell'accertamento per il primo dei due anni contestati ha reso illegittima anche la pretesa per l'anno successivo, confermando così la decisione dei giudici di merito a favore del contribuente.
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Autonoma organizzazione IRAP: va distinta per attività
Un avvocato, socio di uno studio legale e direttore per una società, ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP. L'Amministrazione Finanziaria ha basato l'accertamento sulla struttura dello studio associato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il requisito dell'autonoma organizzazione deve essere verificato in modo specifico e distinto per ciascuna attività. La struttura dello studio legale non può giustificare automaticamente l'imposizione IRAP sui compensi derivanti da un'altra attività, come quella di direttore.
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Vincite al gioco: quando sono tassabili in Italia?
Un giocatore professionista di poker ha contestato l'imposizione fiscale sulle sue vincite ottenute in tornei all'estero. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, che aveva erroneamente qualificato le vincite da tornei 'live' come 'online'. La Corte ha ribadito che le vincite al gioco conseguite in casinò autorizzati nell'UE/SEE non sono tassabili in Italia, a differenza di quelle extra-UE. Ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare la provenienza delle somme per beneficiare dell'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame di merito.
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Accertamento analitico-induttivo: i limiti del Fisco
Una società alberghiera e il suo socio di maggioranza hanno contestato un accertamento analitico-induttivo basato su presunte incongruenze contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che in presenza di contabilità incompleta, l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente utilizzare presunzioni semplici per ricostruire i ricavi. La Corte ha inoltre chiarito che una motivazione sintetica da parte del giudice di merito non rende la sentenza nulla se il percorso logico-giuridico è comprensibile. Il procedimento relativo al socio è stato invece dichiarato estinto a seguito di definizione agevolata.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Cassazione, in tema di accertamenti bancari, ribadisce che spetta al contribuente, sia imprenditore che professionista, l'onere di provare che i versamenti sul conto corrente non costituiscono reddito imponibile. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva illegittimamente invertito l'onere probatorio a carico dell'Agenzia delle Entrate.
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Accertamento induttivo: la Cassazione conferma
Una società agricola e il suo socio di maggioranza hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un'indagine per operazioni fittizie. Nonostante la contabilità fosse formalmente corretta, l'Agenzia delle Entrate ha utilizzato il metodo dell'accertamento induttivo, basandosi su una serie di presunzioni (sede in disuso, veicoli inadeguati). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La Corte ha chiarito che un precedente giudizio favorevole non si estende ad altre annualità (principio di autonomia dei periodi d'imposta) e che non esiste un divieto assoluto di 'doppia presunzione'. L'onere di fornire prova contraria spettava al contribuente, che non vi ha provveduto.
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Ravvedimento operoso: no se la voluntary fallisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non può beneficiare delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso se ha precedentemente tentato, senza successo, di regolarizzare la propria posizione tramite la procedura di voluntary disclosure. L'aver avviato tale procedura equivale a una "constatazione" della violazione da parte dell'Amministrazione finanziaria, precludendo così l'accesso al ravvedimento. La sentenza chiarisce inoltre che per i capitali detenuti all'estero si applica il raddoppio dei termini di accertamento.
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Accertamento conti correnti soci: la Cassazione decide
Una società è stata oggetto di un avviso di accertamento per maggiori imposte basato su movimentazioni bancarie riscontrate sui conti correnti dei suoi soci. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di questo metodo di accertamento sui conti correnti dei soci, specialmente per le società a ristretta base proprietaria, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito perché non aveva riconosciuto la deducibilità dei costi correlati ai maggiori ricavi presunti, rinviando il caso per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Accertamento bancario: onere della prova e motivazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fondato su un'indagine bancaria. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado che aveva respinto le prove del contribuente con una motivazione generica. Secondo la Corte, in caso di accertamento bancario, il giudice ha l'obbligo di esaminare analiticamente le prove fornite e non può liquidarle con formule di stile, pena la nullità della sentenza per 'motivazione apparente'. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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