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Art. 38 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 38 Codice di Procedura Penale

Istanza di ricusazione: rigetto e sanzione per errore di deposito
Un imputato ha presentato un'istanza di ricusazione contro il giudice dell'udienza preliminare, accusandolo di parzialità per aver rigettato alcune prove difensive e disposto il rinvio a giudizio dopo aver condannato i coimputati con rito abbreviato. La difesa ha depositato l'atto nella cancelleria dello stesso giudice ricusato anziché presso la Corte di appello. La Corte territoriale ha dichiarato inammissibile l'istanza senza udienza camerale per tardività ed errato deposito. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che le regole formali sulla ricusazione sono inderogabili e tassative. Il rigetto di richieste istruttorie o la gestione contestuale di riti processuali diversi non integrano alcun pregiudizio per l'imparzialità del magistrato. L'imputato perde definitivamente il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese legali, oltre al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver promosso un giudizio manifestamente privo di fondamento.
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Ricusazione del Giudice: Richiesta Tardiva, Appello Respinto
Un imputato ha chiesto la **ricusazione del giudice** in un processo per lesioni personali. L'imputato riteneva che il giudice avesse già espresso un parere sul caso, dopo aver sospeso l'esame di alcuni testimoni e averli segnalati per possibile falsa testimonianza. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta di ricusazione inammissibile, perché presentata troppo tardi, non durante l'udienza in cui si era manifestato il presunto motivo di incompatibilità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la richiesta di **ricusazione del giudice** deve essere formulata prima della fine dell'udienza in cui sorge il motivo, anche se il difensore non era presente o non aveva una procura specifica.
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Ricusazione del Giudice: Quando la Messa alla Prova non implica Colpevolezza
Un Imputato ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che il magistrato avesse anticipato un giudizio di colpevolezza nel rigettare la sua domanda di messa alla prova. L'Imputato ha anche contestato la decisione sulla tempestività della sua richiesta. La Corte d'Appello ha dichiarato la ricusazione inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la richiesta di ricusazione era tardiva, poiché presentata oltre i tre giorni dalla conoscenza del provvedimento contestato. Ha inoltre chiarito che la valutazione del giudice per la messa alla prova non costituisce un'anticipazione del giudizio di merito sulla colpevolezza. Il ricorso dell'Imputato è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Ricusazione del Giudice: Inammissibile la richiesta del Lavoratore
Un Lavoratore ha chiesto la ricusazione del giudice che doveva giudicarlo per reati di lesioni personali, falso e calunnia. Il Lavoratore sosteneva che il giudice fosse incompatibile, avendo in precedenza archiviato un procedimento per calunnia a carico di un Testimone che lo aveva accusato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la ricusazione del giudice. Ha chiarito che l'archiviazione era avvenuta per mancanza di querela e non per una valutazione di merito sulla responsabilità del Lavoratore. Non esisteva, quindi, alcun pregiudizio all'imparzialità del giudice. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricusazione del Giudice: Istanza Inammissibile e Diritti di Difesa
Un Lavoratore ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che l'ordinanza di inammissibilità fosse stata notificata prima del deposito effettivo della sua richiesta e che i motivi di imparzialità non fossero stati adeguatamente valutati. La Corte d'Appello aveva già dichiarato inammissibile tale istanza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della ricusazione del giudice, evidenziando che le decisioni procedurali del magistrato non costituiscono di per sé motivo di ricusazione. Ha inoltre rilevato che l'istanza depositata in cancelleria era priva della sottoscrizione del Lavoratore e che non era stata dimostrata una concreta lesione del diritto di difesa.
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Ricusazione del Giudice: Tempestività o Decadenza?
L'Imputata ha chiesto la ricusazione del giudice in un processo penale, sostenendo che il magistrato aveva già deciso sul fallimento dell'Azienda da lei amministrata, basandosi sugli stessi fatti. L'Imputata affermava di aver scoperto questa incompatibilità solo a un'udienza successiva, rendendo la sua richiesta tempestiva. La Corte di Cassazione ha però rigettato il ricorso, dichiarando la richiesta di ricusazione tardiva. Ha chiarito che l'incompatibilità del giudice era conoscibile con ordinaria diligenza già all'udienza precedente, anche se L'Imputata era assente, poiché il suo difensore d'ufficio era presente. I termini ricusazione giudice sono perentori.
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Ricusazione del giudice: la Cassazione annulla il blocco formale
L'Imputato ha dichiarato in udienza la ricusazione del giudice per presunti motivi di incompatibilità. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta per la mancata allegazione del verbale d'udienza e l'assenza dell'autenticazione della firma. L'Imputato ha ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'istanza resa di persona a verbale non richiede l'autentica del difensore. Inoltre, la Corte d'Appello aveva l'obbligo di acquisire d'ufficio il verbale mancante prima di decidere. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Ricusazione del giudice tardiva: ricorso accolto sulla multa
L'Imputato, condannato in appello per reati fallimentari, ha presentato richiesta di ricusazione del giudice ritenendo un membro del collegio incompatibile per aver già trattato il caso nelle fasi precedenti. L'istanza è stata presentata dopo la conclusione dell'udienza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta, stabilendo che la ricusazione del giudice deve essere sollevata, anche con semplice riserva, prima della fine dell'udienza alla presenza del difensore. Non esiste una ricusazione postuma e l'incompatibilità non annulla la sentenza. I giudici hanno invece accolto il ricorso sulla sanzione pecuniaria di 1.500 euro inflitta all'imputato, annullandola con rinvio per mancanza di motivazione da parte dei giudici d'appello.
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Ricusazione del giudice: gestire i testi non è parzialità
L'Imputato presentava istanza di ricusazione del giudice dopo che il magistrato aveva avvisato la difesa della possibile revoca dei propri testimoni assenti per superfluità della prova. La Corte di appello dichiarava l'istanza inammissibile de plano (senza udienza). L'Imputato ricorreva quindi in Cassazione lamentando l'indebita anticipazione del giudizio e vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le scelte di gestione processuale e il controllo sulle prove non integrano alcuna parzialità sul merito dell'accusa. La ricusazione del giudice è inammissibile quando censura meri poteri di direzione del dibattimento.
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Ricusazione del giudice: tra astensione incerta e ricorso tardivo
L'Imputata ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice lamentando una presunta inimicizia grave. La Corte d'Appello ha dichiarato l'atto inammissibile perché depositato oltre i termini di legge e privo di elementi oggettivi. L'Imputata ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha sostenuto che il magistrato avesse dichiarato di astenersi, fatto che avrebbe reso la ricusazione come non proposta. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva. I giudici hanno chiarito che l'astensione blocca la ricusazione soltanto se viene accertato il suo effettivo accoglimento, elemento non dimostrato nel caso di specie. L'istanza era tardiva e fondata unicamente su scelte processuali del magistrato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'Imputata al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricusazione del giudice: tempestività e termini di conoscenza
L'Imputato, coinvolto in un procedimento per bancarotta, ha presentato una dichiarazione di ricusazione nei confronti dei componenti del collegio giudicante. I medesimi magistrati avevano già espresso valutazioni di colpevolezza sul suo conto nella motivazione di una sentenza emessa in un procedimento parallelo. La Corte d'Appello ha respinto l'istanza ritenendola tardiva. I giudici territoriali hanno fatto decorrere il termine dalla semplice conoscenza dell'incardinamento del processo. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione. I Supremi Giudici hanno stabilito che la ricusazione del giudice decorre solo dalla data di conoscenza effettiva delle motivazioni scritte della sentenza pregiudicante e non dalla mera conoscibilità astratta degli addebiti.
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Ricorso per cassazione personale: l’autodifesa costa 4000 euro
Un cittadino ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di ricusazione di alcuni magistrati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso per cassazione personale non è più consentito dalla legge. Infatti, dopo la riforma del 2017, ogni ricorso davanti alla Suprema Corte deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Dichiarazione di ricusazione: inammissibile senza prove allegate
Un Sindaco, accusato di falso ideologico, ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che avesse già espresso un giudizio di responsabilità in un procedimento connesso. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché priva dei documenti di supporto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione ha carattere rigorosamente formale. L'imputato non può giustificare la mancata allegazione sostenendo di non avere accesso agli atti di un altro fascicolo, poiché avrebbe potuto richiederne copia dimostrando il proprio interesse. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di ricusazione: quando il ritardo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato contro la decisione che respingeva la sua istanza di ricusazione verso i giudici del Tribunale. L'Imputato lamentava la parzialità del collegio giudicante, che aveva ripetutamente negato la revoca della custodia in carcere nonostante le sue gravi condizioni di salute. La Suprema Corte ha stabilito che l'istanza di ricusazione è tardiva, poiché presentata mesi dopo la conoscenza dei fatti contestati. Inoltre, ha chiarito che le gravi ragioni di convenienza legittimano l'astensione del giudice ma non la ricusazione, e che quest'ultima deve essere proposta contro i singoli magistrati e non contro l'intero organo collegiale in modo generico. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: perché il doppio processo non basta
L'Imputato, accusato di bancarotta fraudolenta, ha presentato una dichiarazione di ricusazione del giudice nei confronti del collegio giudicante del Tribunale. Sosteneva che gli stessi magistrati lo avessero già condannato in un precedente processo per fatti analoghi legati alla medesima società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I giudici di legittimità hanno chiarito che la ricusazione del giudice non può fondarsi sulla semplice partecipazione degli stessi magistrati a processi diversi a carico dello stesso soggetto, qualora i fatti storici siano distinti (nel caso specifico, bancarotta documentale contro bancarotta patrimoniale). Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: rinuncia senza multa se lui si trasferisce
L'Imputato ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice, ritenendolo non imparziale. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta tardiva. L'Imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il difensore ha rinunciato al ricorso poiché il magistrato contestato stava per essere trasferito in un altro tribunale, facendo venire meno l'utilità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia, condannando l'imputato alle sole spese processuali. Tuttavia, i giudici hanno escluso la sanzione pecuniaria solitamente prevista, poiché la perdita di interesse è dipesa dal trasferimento del magistrato, un evento esterno e indipendente dalla volontà del ricorrente.
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Ricusazione del giudice: i termini scadono anche col rinvio
L'Imputato ha proposto la ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, ritenendolo non imparziale per aver disposto un sequestro in un altro procedimento simile. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta tardiva, poiché presentata dopo la verifica della regolare costituzione delle parti. L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il legittimo impedimento del difensore di un coimputato avesse sospeso i termini. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: l'impedimento di un difensore altrui non blocca la verifica della costituzione delle parti. Di conseguenza, la ricusazione del giudice presentata oltre tale fase è tardiva. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Dichiarazione di ricusazione: il giudice esita ma il tempo corre
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro la Presidente del Collegio giudicante, ritenendola non imparziale per averlo già giudicato in un altro processo. In precedenza, la difesa aveva invitato il Giudice ad astenersi, ma quest'ultimo aveva riservato la decisione. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione deve essere presentata entro tre giorni da quando si conosce la causa di incompatibilità. Il semplice invito informale ad astenersi, sul quale il giudice si riservi di decidere, non sospende questo termine tassativo. Di conseguenza, il ricorso dell'Imputato è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Omessa Notifica al Difensore: la Cassazione Annulla il Processo
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello a causa di una omessa notifica al difensore. Un imputato aveva chiesto la sostituzione di un giudice, ma il suo avvocato di fiducia non era stato avvisato dell'udienza fissata per decidere su tale richiesta. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'avvocato nominato per il processo principale deve essere sempre avvisato anche per i procedimenti secondari, come la ricusazione. Questa mancanza viola il diritto di difesa e il principio del contraddittorio, rendendo nulla la decisione presa. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, questa volta garantendo la presenza della difesa.
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Ricusazione Tardiva del Giudice: Perde la Causa e Paga le Spese
Un'imputata per reati fallimentari chiedeva la ricusazione di un giudice del collegio, poiché lo stesso aveva già partecipato alla dichiarazione di fallimento della sua azienda. Il Tribunale ha respinto la richiesta di sospendere l'udienza per formalizzare l'istanza, ritenendola tardiva. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiaro sulla ricusazione tardiva del giudice: se la causa di incompatibilità era nota da tempo, come in questo caso da oltre due anni, la richiesta non può essere avanzata a dibattimento già iniziato. L'imputata ha perso il ricorso ed è stata condannata al pagamento delle spese.
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