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Art. 38 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 38 Codice di Procedura Penale

Dichiarazione di ricusazione: la richiesta tardiva costa caro
Due imputati presentano una dichiarazione di ricusazione contro un Giudice di Pace, accusandolo di aver anticipato un giudizio di colpevolezza durante le udienze. La Corte d'appello dichiara l'istanza inammissibile per tardività e mancata allegazione dei documenti di prova. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità. Gli Ermellini chiariscono che, sebbene la mancata attestazione del deposito presso la cancelleria del giudice ricusato non causi l'inammissibilità, restano insuperabili la tardività della richiesta (presentata quasi due anni dopo i fatti) e l'assenza dei documenti a supporto dei motivi addotti. Di conseguenza, i ricorsi sono dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: tempi rispettati ma prove assenti
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Giudice dell'Udienza Preliminare, sostenendo la sua parzialità per aver già giudicato dei coimputati. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza per tardività e mancanza di prove allegate. La Cassazione ha chiarito che, sebbene la richiesta fosse tempestiva e non richiedesse la prova del deposito presso il giudice ricusato, l'istanza resta inammissibile se priva dei documenti che dimostrano l'incompatibilità. I poteri istruttori del giudice d'appello non possono infatti colmare la totale inerzia probatoria della parte. Il ricorso è stato rigettato.
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Ricusazione del giudice tardiva: la Cassazione conferma il no
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione del giudice perché presentata oltre il termine di tre giorni. Il motivo del sospetto di parzialità era emerso durante un'udienza. La Corte ha stabilito che la dichiarazione verbale in udienza non è sufficiente. La parte deve formalizzare l'istanza per iscritto entro la scadenza perentoria di tre giorni dal momento in cui viene a conoscenza della causa di ricusazione. Il mancato rispetto di questo termine rende la richiesta irricevibile, a prescindere dalla fondatezza dei motivi. L'imputato ha quindi perso il ricorso.
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Revoca confisca post-CEDU: il caso analizzato
A seguito di una condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che ha ritenuto illegittima la confisca di alcuni terreni disposta nei confronti di un cittadino, nonostante il reato di lottizzazione abusiva fosse stato dichiarato prescritto, la Corte di Cassazione ha ordinato la revoca confisca. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: anche chi è prosciolto per prescrizione può essere considerato 'condannato' ai fini dell'impugnazione, qualora subisca una misura punitiva come la confisca, e può quindi attivare i rimedi per l'esecuzione delle sentenze della CEDU.
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Ricusazione giudice: quando è tardiva e infondata?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43390/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la decisione di rigetto di un'istanza di ricusazione giudice. La Corte ha confermato che la richiesta era stata presentata tardivamente, ovvero non prima della fine dell'udienza in cui si sarebbe manifestata la presunta parzialità, e comunque basata su motivi infondati, quali provvedimenti istruttori e frasi non indicative di un'anticipazione del giudizio finale.
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