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Art. 375 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 375 Codice Civile

Società di comodo: la Cassazione sui test operativi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12390/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di società di comodo. La Corte ha chiarito che, per superare la presunzione di non operatività, non è sufficiente dimostrare di avere ricavi superiori alla media del settore. È invece necessario un esame complessivo di tutti gli elementi previsti dalla legge, quali ricavi, incrementi delle rimanenze e altri proventi. Il caso riguardava una società che, nonostante avesse ottenuto sentenze favorevoli nei gradi di merito proprio sulla base dell'elevato livello di ricavi, ha visto la propria posizione ribaltata in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso al giudice di secondo grado per un nuovo e più completo esame, in linea con la corretta applicazione della normativa sulle società di comodo.
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Società non operative: quando è legittimo il diniego?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18578/2024, ha stabilito che la prolungata inattività di una società, anche se originata da un diniego di autorizzazione amministrativa, può configurarsi come una scelta imprenditoriale soggettiva e non come una causa oggettiva che giustifichi la disapplicazione della disciplina sulle società non operative. Sebbene il diniego all'interpello sia un atto impugnabile, la sua legittimità dipende da una rigorosa prova di circostanze che rendono impossibile il conseguimento di ricavi, distinguendo il normale rischio d'impresa da eventi straordinari.
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Società di comodo: quando si applica alle agricole?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4113/2025, ha chiarito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per le annualità antecedenti al 2012. La sola natura agricola dell'attività non è sufficiente a superare la presunzione legale di non operatività. Per vincere la presunzione, il contribuente deve fornire la prova di situazioni oggettive e straordinarie che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso l'applicazione della normativa, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Società di comodo: Attività reale vince il test
Una società operante nel settore eolico è stata classificata come "società di comodo" dall'Agenzia delle Entrate per non aver superato il test di ricavi minimi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo un principio fondamentale: la prova concreta di un'attività d'impresa reale ed effettiva è sufficiente a superare la presunzione legale di non operatività. La natura industriale dell'attività e dei beni utilizzati ha dimostrato l'effettivo scopo imprenditoriale, rendendo inapplicabile la disciplina fiscale penalizzante.
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