LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 37-bis del d.P.R. n. 600 del 1973

Pagina 2 di 2

Impugnabilità diniego interpello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 15/02/2025, ha stabilito l'immediata impugnabilità del diniego di interpello disapplicativo emesso dall'Agenzia delle Entrate. Una società aveva contestato il diniego relativo alla disapplicazione di norme antielusive per le società in perdita sistematica. La Corte ha chiarito che, sebbene non elencato tra gli atti tipici, il diniego rappresenta una pretesa tributaria definita, legittimando il contribuente a ricorrere al giudice per tutelare i propri interessi.
Continua »
Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
Una società si è vista negare la richiesta di disapplicazione di norme antielusive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il diniego dell'Agenzia delle Entrate a un interpello disapplicativo è un atto immediatamente impugnabile. Secondo la Corte, sebbene non elencato esplicitamente dalla legge, tale atto concretizza una pretesa tributaria definita, legittimando l'interesse del contribuente a una tutela giurisdizionale immediata. La sentenza di grado inferiore, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'immediata impugnabilità del provvedimento di diniego a un'istanza di interpello disapplicativo. Il caso riguardava una società che non poteva operare a causa di gravi fattori esterni, come il fallimento della società venditrice di un immobile necessario all'attività. La Corte ha stabilito che tale diniego, pur non essendo nell'elenco degli atti tipici, manifesta una pretesa fiscale definita e lesiva, garantendo al contribuente il diritto alla tutela giurisdizionale. La decisione è rafforzata dal richiamo ai principi del diritto UE, che ritengono incompatibile la normativa italiana sulle società di comodo con la direttiva IVA.
Continua »
Deposito cauzionale: la Cassazione chiarisce la natura
Una società aveva versato una somma a titolo di 'deposito cauzionale' in un contratto preliminare immobiliare. L'Agenzia delle Entrate l'ha riqualificata come acconto soggetto a IVA. La Corte di Cassazione ha annullato tale interpretazione, stabilendo che, in presenza di una chiara volontà delle parti espressa nel contratto, il giudice non può attribuire una natura diversa al pagamento. Il versamento era quindi un deposito cauzionale, non un acconto imponibile.
Continua »
IVA e operazioni inesistenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'indetraibilità dell'IVA per una società coinvolta in operazioni soggettivamente inesistenti. La società agiva come un intermediario fittizio per una ditta individuale correlata, al solo scopo di generare costi artificiali e abbattere il carico fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che la consapevolezza della frode, dimostrata dal legame tra le due entità, esclude il diritto alla detrazione IVA, anche se i costi sottostanti fossero stati effettivamente sostenuti.
Continua »
Merger Leveraged Buy Out: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un'operazione di merger leveraged buy out (MLBO) precedentemente contestata dall'Agenzia delle Entrate come abuso del diritto. Il caso riguardava una società energetica acquisita tramite una newco indebitata, poi fusa nella società target. La Corte ha chiarito che l'operazione non è elusiva se produce un effettivo 'change of control', ovvero un mutamento sostanziale nell'assetto di controllo, anche qualora i soci originari rimangano nella compagine. La presenza di un nuovo socio con una quota maggioritaria (50%) è stata considerata una valida ragione economica che giustifica la struttura dell'operazione, escludendone la natura puramente fiscale.
Continua »
Società di comodo: detrazione IVA sempre garantita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18192/2025, ha stabilito che la normativa italiana sulle società di comodo non può automaticamente negare il diritto alla detrazione dell'IVA. Allineandosi a una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha affermato che il solo mancato superamento di una soglia di ricavi predeterminata non è sufficiente a escludere tale diritto, che può essere negato solo in caso di frode o abuso. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito che avevano negato il rimborso di un credito IVA a una società immobiliare, rinviando il caso per un nuovo esame basato sui principi europei.
Continua »
Merger Leveraged Buy Out: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'operazione di Merger Leveraged Buy Out (MLBO) è fiscalmente legittima se determina un effettivo e rilevante cambio di controllo (change of control) nella società target. Anche se i soci originari restano nella compagine, l'ingresso di un nuovo socio con una quota maggioritaria fornisce una valida ragione economica che esclude l'abuso del diritto, giustificando la deducibilità degli interessi passivi derivanti dall'indebitamento per l'acquisizione.
Continua »