LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 37 bis, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

Pagina 2 di 2

Motivazione rafforzata: nullo l’avviso senza replica
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento IRAP per abuso del diritto, poiché l'Agenzia delle Entrate non aveva fornito una motivazione rafforzata, ossia una replica specifica e dettagliata alle giustificazioni presentate dalla società contribuente. L'operazione contestata, una vendita immobiliare infragruppo a prezzo ridotto seguita da una rivendita a prezzo maggiore, mirava a sfruttare perdite IRES, ma l'avviso non ha dimostrato un indebito vantaggio ai fini IRAP, rendendolo nullo per vizio formale.
Continua »
Imposta di registro: no a riqualificazione degli atti
Una società ha effettuato un'operazione complessa: conferimento di un ramo d'azienda in una nuova società e successiva vendita totalitaria delle quote. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato l'intera operazione come una cessione d'azienda, applicando una maggiore imposta di registro. La Corte di Cassazione ha annullato tale riqualificazione, stabilendo che, in base al nuovo art. 20 T.U.R., ogni atto deve essere tassato per la sua intrinseca natura giuridica, senza considerare elementi esterni o atti collegati, riaffermando il principio di "imposta d'atto".
Continua »
Decadenza accertamento elusione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, in tema di decadenza accertamento elusione, ha chiarito che il termine per l'accertamento di un'operazione elusiva con effetti pluriennali decorre dall'anno in cui si manifesta il vantaggio fiscale e non dall'anno in cui l'atto è stato compiuto. Nel caso specifico, pur accogliendo in astratto questo principio a favore del Fisco, la Corte ha rigettato il ricorso perché la valutazione sulla non abusività della fusione contestata, operata dal giudice di merito, costituiva un insindacabile accertamento di fatto.
Continua »
Cessione credito pro-soluto: deducibilità della perdita
Una società ha dedotto la perdita derivante dalla cessione di un credito pro-soluto a un prezzo inferiore al suo valore nominale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale operazione genera una 'perdita su crediti' e non una 'minusvalenza'. Di conseguenza, per essere deducibile, la perdita deve risultare da 'elementi certi e precisi' che ne dimostrino l'oggettiva definitività, non essendo sufficiente il semplice corrispettivo inferiore pattuito nella cessione. L'onere della prova grava sul contribuente.
Continua »
Interpello Disapplicativo: Sì all’impugnazione del diniego
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15191/2025, ha stabilito che il rigetto di un'istanza di interpello disapplicativo, emesso ai sensi della normativa previgente (art. 37-bis, d.P.R. 600/1973), è un atto autonomamente impugnabile. La Corte ha chiarito che tale diniego, pur non essendo immediatamente esecutivo, comunica al contribuente una pretesa tributaria definita, legittimando così il ricorso al giudice tributario. La sentenza ha inoltre confermato la legittimazione processuale concorrente di tutti gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »