Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'ammissione al passivo del garante. Il caso riguarda una società garante che, dopo aver pagato il debito di un'azienda poi fallita, ha chiesto di essere ammessa al passivo. La richiesta era stata respinta perché il creditore originario (una banca) era già stato ammesso per l'intero credito. La Corte Suprema ha confermato la decisione, chiarendo che per evitare la duplicazione del debito, il garante non deve presentare una nuova domanda, ma deve seguire la procedura di surrogazione prevista dall'art. 115 l.fall., comunicando il subentro al curatore per la rettifica dello stato passivo.
Continua »