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Art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

Revoca Ordine di Demolizione: Permesso del Comune non Basta
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca ordine di demolizione non è una conseguenza automatica del rilascio di un permesso in sanatoria da parte del Comune. Due privati, condannati per abuso edilizio, avevano ottenuto dal Giudice dell'esecuzione la revoca della demolizione dopo aver ricevuto un permesso a sanatoria. Il Procuratore ha impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il giudice non può limitarsi a prendere atto del permesso comunale. Egli ha il dovere di controllare la legittimità sostanziale del permesso, verificando in particolare il requisito della 'doppia conformità'. In assenza di tale controllo, la revoca è illegittima. La decisione è stata quindi annullata con rinvio.
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Ordine di demolizione: continuazione e sanatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un privato contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La Corte stabilisce due principi chiave: l'applicazione dell'istituto della 'continuazione' tra reati non annulla l'ordine di demolizione, che resta esecutivo. Inoltre, la concessione di una sanatoria edilizia non è sufficiente a revocare l'ordine se l'immobile viola anche le norme antisismiche, la cui conformità deve essere pienamente dimostrata per garantire la sicurezza pubblica.
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Motivazione apparente: annullata condanna per falso
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna ai fini civili per il reato di falsità ideologica a causa di una motivazione apparente. Un imputato, assolto in primo grado, era stato condannato in appello per aver dichiarato falsamente di essere proprietario esclusivo di un'area per ottenere una sanatoria edilizia. La Suprema Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello non avesse adeguatamente spiegato le ragioni della condanna, limitandosi ad un'affermazione generica e non confrontandosi con la precedente sentenza di assoluzione, rendendo così la motivazione nulla.
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Ordine di demolizione eseguito: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro un ordine di demolizione. Poiché l'immobile abusivo era già stato demolito, la Corte ha stabilito che il ricorrente non aveva più un interesse concreto e attuale a impugnare il provvedimento, rendendo di fatto inutile qualsiasi decisione nel merito. La sentenza ribadisce che l'interesse ad agire è una condizione essenziale per l'ammissibilità di qualsiasi impugnazione.
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Abuso edilizio e vincolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per abuso edilizio a carico di due soggetti che avevano realizzato un muro di recinzione e un piazzale in cemento in un'area soggetta a vincolo paesaggistico e sismico, senza il necessario permesso di costruire. La Corte chiarisce che tali opere, per dimensioni e natura, non possono essere considerate manutenzione straordinaria e richiedono il titolo edilizio maggiore. La sentenza viene annullata solo in parte, con una rideterminazione della pena a causa di un errore di calcolo legato al giudizio abbreviato, ma l'ordine di demolizione e la responsabilità penale vengono confermati.
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Revoca ordine di demolizione per fatti nuovi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di revoca di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che la sopravvenienza di una sentenza amministrativa definitiva, che accerta l'illegittimità dell'acquisizione dell'immobile da parte del Comune e valida la sanatoria edilizia, costituisce un "fatto nuovo". Tale fatto impone al giudice dell'esecuzione di rivalutare la compatibilità dell'ordine di demolizione con la nuova situazione giuridica, superando la preclusione del precedente giudicato.
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