LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 36, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992

Pagina 3 di 3

Raddoppio termini accertamento: quando è legittimo?
Un imprenditore ha impugnato un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false, contestando il raddoppio dei termini di accertamento. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che il raddoppio dei termini di accertamento è legittimo in presenza di un obbligo di denuncia penale, ma non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali. La Corte ha rigettato gli altri motivi, confermando la legittimità dell'accertamento per le altre imposte.
Continua »
Amministratore di fatto: responsabilità e prova
Una contribuente, ritenuta amministratore di fatto di un'associazione sportiva, è stata chiamata a rispondere dei debiti fiscali dell'ente. La Corte di Cassazione ha chiarito che la gestione dei conti correnti costituisce una presunzione del ruolo di amministratore di fatto. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito perché il giudice non ha analiticamente valutato le prove fornite dalla contribuente per giustificare i movimenti bancari e ha illegittimamente omesso di pronunciarsi sulle domande subordinate, come quelle relative all'IVA e alle sanzioni.
Continua »
Motivazione atto impositivo: la Cassazione chiarisce
Una società impugnava un atto di irrogazione sanzioni per omessa fatturazione. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione veniva ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando principi chiave sulla motivazione dell'atto impositivo. In particolare, ha stabilito che il rinvio a un Processo Verbale di Constatazione (PVC) è legittimo se l'atto è già noto al contribuente. La Corte ha inoltre chiarito le regole sulla produzione di nuovi documenti in appello nel processo tributario e sulla validità della sottoscrizione dell'atto.
Continua »