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Art. 36, comma 1, n. 4, d.lgs. n. 546 del 1992

Deducibilità Irap: scontro tra Azienda e Fisco in Cassazione
Una grande società di credito ha richiesto il rimborso della maggiore Ires versata per la mancata deduzione dell'Irap sul costo del personale tra il 2009 e il 2011. L'Agenzia delle Entrate ha concesso solo un rimborso parziale, escludendo i contributi previdenziali e assicurativi dei lavoratori. Dopo i rifiuti nei primi gradi di giudizio, la società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la novità e la grande importanza della questione sulla deducibilità Irap, ha deciso di non emettere una decisione immediata. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno rinviato la causa a una pubblica udienza davanti alla sezione tributaria per un esame più approfondito.
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Annullamento avviso accertamento: quando è riemissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un avviso di accertamento per vizi formali non impedisce all'Amministrazione Finanziaria di emetterne uno nuovo, corretto e motivato. Questa facoltà è concessa a condizione che non siano decorsi i termini di decadenza. Il principio del giudicato copre solo il vizio riscontrato, non la pretesa tributaria in sé. Pertanto, l'annullamento dell'avviso di accertamento non estingue il debito fiscale, permettendo una nuova azione impositiva.
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Reverse charge oro: purezza e non attività del cessionario
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, non è necessario che l'acquirente svolga direttamente l'attività di fusione. Sono sufficienti la purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua non immediata destinazione al consumo, essendo deputato a una nuova trasformazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la necessità di verificare l'attività del cessionario.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13254/2024, ha annullato una sentenza di merito che aveva dato ragione a un'azienda in un caso di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha ribadito che, di fronte a un quadro indiziario di frode IVA fornito dall'Agenzia delle Entrate, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto, non essendo sufficiente provare la sola regolarità formale dei pagamenti e della contabilità.
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Accertamento bancario: la Cassazione sui prelievi
Un libero professionista ha impugnato un avviso di accertamento fondato su indagini bancarie. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo principi cruciali sull'accertamento bancario. Ha confermato che la presunzione di reddito per i prelievi non giustificati non si applica ai professionisti. Ha inoltre censurato la sentenza precedente per "motivazione apparente", in quanto non aveva esaminato le prove documentali del contribuente. Infine, ha ribadito che l'IRAP è dovuta solo se l'Agenzia delle Entrate prova l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Compensazione spese di lite: quando è legittima?
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento. In corso di causa, l'Agenzia delle Entrate annullava in autotutela le cartelle sottostanti, basandosi su una sentenza non definitiva di un'altra commissione tributaria. I giudici di merito dichiaravano cessata la materia del contendere e disponevano la compensazione spese di lite. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso del contribuente. Secondo la Corte, l'annullamento non derivava da un'illegittimità originaria dell'atto, ma da un fatto sopravvenuto, giustificando così la deroga al principio della soccombenza virtuale e la legittima compensazione delle spese.
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