La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro il diniego degli arresti domiciliari per due dentisti privati, accusati di aver rilasciato false attestazioni a un poliziotto per fargli ottenere permessi retribuiti. I giudici hanno confermato che i medici privati non sono pubblici ufficiali, bensì esercenti un servizio di pubblica necessità. Di conseguenza, le loro condotte integrano l'ipotesi di falsità in certificati medici (art. 481 c.p.) e non il più grave reato di falso in atto pubblico. Poiché la pena prevista per tale reato è inferiore ai limiti di legge per l'applicazione di misure cautelari personali, e data la carenza di interesse del Pubblico Ministero che non ha dimostrato l'attualità delle esigenze cautelari, la richiesta di arresto è stata definitivamente respinta.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro il diniego degli arresti domiciliari per due odontoiatri e un poliziotto. I medici erano accusati di aver rilasciato false attestazioni di visite mai avvenute per consentire al poliziotto di ottenere congedi straordinari. La Suprema Corte ha confermato che i medici privati non sono pubblici ufficiali ma esercenti un servizio di pubblica necessità. Di conseguenza, le loro condotte integrano l'ipotesi di falsità ideologica del medico ai sensi dell'articolo 481 del codice penale, reato che non consente l'applicazione di misure cautelari personali. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile anche per carenza di interesse, non avendo il ricorrente specificato l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari.
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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15120/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di competenza territoriale per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Il caso riguardava la presunta illecita percezione di incentivi per la produzione di energia fotovoltaica. La Corte ha chiarito che il reato si consuma e, di conseguenza, la competenza territoriale si radica, nel luogo in cui ha sede l'ente pubblico che dispone il pagamento, e non dove il beneficiario riceve materialmente le somme. La decisione si fonda sulla tutela della corretta gestione delle risorse pubbliche, identificando il danno patrimoniale (deminutio patrimonii) nel momento in cui l'ente autorizza l'esborso. Di conseguenza, le sentenze dei giudici di merito sono state annullate per incompetenza territoriale.
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La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio per abusi edilizi. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione del PM, che indicava la necessità di compiere ulteriori accertamenti tecnici sull'immobile, anche se l'abuso era già stato descritto dalla polizia locale.
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La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per appropriazione indebita, stabilendo che il giudice di merito aveva erroneamente rigettato l'eccezione di nullità del processo basato su una procura speciale falsa. Secondo la Corte, il giudice penale ha il dovere di verificare in via incidentale l'autenticità della firma sulla procura per l'accesso al rito abbreviato, senza che sia necessaria la proposizione di una formale querela di falso. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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