Il Tribunale di Rovigo ha confermato il sequestro preventivo di quote sociali e beni conferiti in un trust nell'ambito di un'indagine per truffa e riciclaggio. L'Indagato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i beni nel trust non fossero nella sua disponibilità materiale e che mancassero i presupposti per la misura cautelare. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il trust in questione era "autodichiarato", con coincidenza tra chi ha istituito il vincolo e chi lo gestiva, e con un guardiano interno alla società. Questa struttura priva di reali limiti di disponibilità per i terzi dimostra l'intento dissimulatorio e il rischio concreto di dispersione dei beni. Di conseguenza, il sequestro preventivo è pienamente legittimo per evitare che i beni vengano sottratti alla giustizia.
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