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Art. 353 Codice Penale — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 353 Codice Penale

Tutela consumatore: limiti all’opposizione post vendita
La Cassazione analizza la tutela del consumatore in un'esecuzione immobiliare. Una moglie, co-proprietaria ma estranea al debito del marito, si oppone all'esecuzione basata su un decreto ingiuntivo non opposto, lamentando clausole abusive. La Corte rigetta il ricorso, affermando che, sebbene il giudice dell'esecuzione possa verificare d'ufficio le clausole abusive, tale potere cessa con la vendita del bene all'asta. L'aggiudicazione del bene è intangibile per vizi precedenti non sollevati tempestivamente.
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Obbligazioni solidali e risarcimento: la Cassazione
Un Municipio ha citato in giudizio diverse persone e società per danni derivanti da una turbativa d'asta in un appalto pubblico. In un procedimento separato, il debito di uno dei condebitori è stato estinto per compensazione con un credito che vantava. Gli altri condebitori hanno sostenuto che tale compensazione dovesse estinguere anche il loro debito. La Corte di Cassazione, di fronte a complesse questioni sulle obbligazioni solidali e sulla rescissione dei contratti pubblici, ha ritenuto le questioni di "particolare rilevanza" e ha rinviato la causa a pubblica udienza per la decisione finale.
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Obbligazione solidale: estinzione del debito per tutti
In un caso di risarcimento danni per turbativa d'asta, la Corte di Cassazione ha chiarito i principi dell'obbligazione solidale. La sentenza stabilisce che se un condebitore estingue il debito tramite compensazione con un proprio controcredito, l'effetto liberatorio si estende a tutti gli altri condebitori. Questo perché la compensazione, avendo natura satisfattiva, soddisfa l'interesse del creditore, estinguendo l'obbligazione per intero e non solo per la quota del singolo. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per determinare se l'estinzione del debito sia stata totale o parziale.
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Perdita di chance: come si calcola la rivalutazione?
Un progettista partecipa a un concorso pubblico per un'importante opera regionale, ma la gara viene truccata dalla commissione. Dopo un lungo percorso giudiziario, viene riconosciuto il suo diritto al risarcimento per la perdita di chance di vittoria. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, stabilisce un principio fondamentale: la rivalutazione monetaria del danno, trattandosi di un debito di valore, deve essere calcolata fino alla data della sentenza finale che liquida l'importo, e non a una data precedente. La Corte accoglie così il ricorso del progettista su questo specifico punto, garantendo un risarcimento pienamente adeguato al valore attuale.
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