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Art. 353 Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 353 Codice Penale

Conflitto di competenza penale: Giudice penale decide su atti amministrativi
La Corte di Cassazione ha esaminato un Conflitto di competenza penale sollevato da due cittadini, 'Il Proprietario' e 'Il Convivente', accusati di reati legati a una procedura di sfratto su un immobile precedentemente espropriato e poi restituito da un giudicato amministrativo. Essi sostenevano che il giudice penale non potesse decidere su questioni già risolte in sede amministrativa. La Corte ha dichiarato il conflitto insussistente. Ha chiarito che un vero conflitto di competenza richiede che la stessa materia sia contesa tra giudici ordinari. Il giudice penale, infatti, può risolvere autonomamente questioni amministrative se necessarie per la sua decisione. Inoltre, i denuncianti erano già stati assolti, rendendo la questione superata.
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Abuso d’ufficio: l’appalto truccato non si cancella con la riforma
Un Assessore comunale, prosciolto per prescrizione dal reato di abuso d'ufficio per aver truccato un appalto scolastico a favore di un'azienda, ha chiesto la revoca della sentenza. Sosteneva che la riforma del 2020 avesse depenalizzato la sua condotta, qualificandola come semplice violazione dei doveri di imparzialità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accordo collusivo con il concorrente e la successiva aggiudicazione integrano la violazione dell'obbligo di astensione per interesse proprio. Tale condotta costituisce ancora reato, escludendo qualsiasi ipotesi di depenalizzazione.
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Associazione di tipo mafioso: tra condanne e sconti di pena
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi relativi a una complessa indagine su un'articolazione di Cosa Nostra a Messina. I giudici hanno confermato l'esistenza di un'associazione di tipo mafioso dedita all'infiltrazione nel settore farmaceutico e alle corse clandestine di cavalli. La Corte ha rigettato i ricorsi di un funzionario comunale per turbativa d'asta e di un dirigente per concorso esterno. Ha invece annullato con rinvio l'assoluzione di un presunto esponente del clan e le condanne per traffico di influenze illecite a causa di un errore nell'applicazione della legge penale. Infine, ha rideterminato al ribasso le pene per tre imputati, accogliendo i ricorsi sul divieto di peggioramento del trattamento sanzionatorio in appello.
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Turbativa d’asta: la Cassazione e il metodo mafioso
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di turbativa d'asta aggravata dal metodo mafioso. Un imprenditore, inizialmente assolto, è stato condannato in appello per aver utilizzato un intermediario legato alla criminalità organizzata per intimidire e allontanare un concorrente da un'asta giudiziaria. La Suprema Corte ha confermato la condanna, ritenendo valida la valutazione delle prove (in particolare le intercettazioni) effettuata dal giudice d'appello, ma ha rettificato la pena a causa di un errore di calcolo. Nel medesimo provvedimento, è stato respinto il ricorso di un altro imputato, condannato per associazione mafiosa sulla base di dichiarazioni convergenti di collaboratori di giustizia.
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Competenza territoriale: Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale tra i Giudici dell'udienza preliminare di Lanusei e Oristano in un caso di corruzione e turbativa d'asta. La sentenza stabilisce che la giurisdizione spetta al tribunale del luogo in cui è stato commesso il primo tra i reati più gravi connessi, individuando in questo caso la competenza del Tribunale di Lanusei.
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Revoca confisca definitiva: quando non è possibile
La proprietaria di un immobile, confiscato nell'ambito di un processo penale a carico del suo convivente, ha richiesto la revoca del provvedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che la revoca confisca non può essere chiesta al giudice dell'esecuzione se la misura è stata disposta con una sentenza diventata definitiva. In tali casi, l'unico rimedio esperibile è la revisione del giudicato.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati gravissimi, tra cui associazione mafiosa, omicidio plurimo e rapina. La sentenza chiarisce che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza effettuata dal Tribunale del Riesame era logicamente coerente e immune da vizi. Viene inoltre ribadita l'inammissibilità di questioni, come l'incompetenza territoriale, sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Confisca di prevenzione: annullata per difetto di prova
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una confisca di prevenzione relativa a quote societarie e al compendio aziendale di una società. La decisione è stata motivata dalla mancanza di una prova rigorosa che dimostrasse l'effettiva disponibilità dei beni da parte dell'imprenditore, proposto per la misura, al momento della richiesta. Anni prima, l'imprenditore aveva donato le quote ai propri familiari. La Corte ha sottolineato che, per giustificare la confisca, non è sufficiente basarsi su elementi passati, ma è necessaria una prova attuale del controllo di fatto esercitato dal proposto sulla società, nonostante l'intestazione formale a terzi.
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