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Art. 35-ter legge 26 luglio 1975, n. 354

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Ricorso Cassazione personale: inammissibile senza avvocato
Un cittadino ha presentato un ricorso per Cassazione personale contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma legislativa del 2017, è obbligatoria la sottoscrizione da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Questa regola è stata giudicata costituzionalmente legittima, data l'alta tecnicità del giudizio di legittimità.
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Spazio minimo detentivo: la Cassazione annulla diniego
Un detenuto ha richiesto un risarcimento per aver vissuto in una cella con uno spazio minimo detentivo inferiore a 3 metri quadrati per 1474 giorni. Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato il risarcimento, ritenendo che fattori come le attività ricreative compensassero la situazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la lunga durata della detenzione è un elemento cruciale che non può essere ignorato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione che consideri congiuntamente tutti i fattori, sottolineando l'importanza di una valutazione completa per la tutela della dignità umana.
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Condizioni detentive: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime speciale che lamentava le proprie condizioni detentive. La Corte ha stabilito che l'appello era troppo generico, poiché non specificava in dettaglio come le presunte carenze (mancanza di luce, aria, ecc.) costituissero un trattamento inumano e quale danno specifico fosse stato subito, confermando così la decisione del tribunale di sorveglianza.
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Continuazione tra reati: la proprietà transitiva
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso riguardante la rideterminazione della pena nel contesto della continuazione tra reati. La sentenza stabilisce che, in virtù della "proprietà transitiva", se un reato è legato a un secondo e questo a un terzo, tutti i reati sono considerati uniti dal medesimo disegno criminoso. Pertanto, non è possibile una nuova valutazione della pena se questa è già stata inflitta tenendo conto di tale vincolo, rendendo la richiesta di revisione inammissibile.
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Rimedio risarcitorio: la Cassazione su detenzione
La Corte di Cassazione esamina il ricorso di un detenuto contro l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza, che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di rimedio risarcitorio. Il detenuto lamentava condizioni detentive inumane, in violazione dell'art. 3 Cedu, a causa di sovraffollamento e permanenza forzata in cella in diversi istituti penitenziari.
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Appello inammissibile: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un appello inammissibile perché privo di specificità. Il ricorrente, un detenuto che lamentava condizioni carcerarie inumane, non ha correlato le proprie motivazioni con quelle della decisione impugnata. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Risarcimento detenzione inumana: il dovere di ricerca
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale di Sorveglianza che aveva negato un risarcimento per detenzione inumana, motivando l'impossibilità di verificare le condizioni carcerarie di periodi passati per l'assenza di archivi digitali. La Suprema Corte ha statuito che il giudice ha il dovere di disporre una ricerca approfondita, anche manuale e su registri cartacei, per accertare i fatti, non potendo rigettare l'istanza sulla base della mera difficoltà dell'indagine.
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